domenica 17 marzo 2013

1943 Quando gli operai sconfissero il fascismo


CIO' CHE NON FINI' CON IL FUCILE IN SPALLA SUI MONTI INIZIò INCROCIANDO LE BRACCIA IN FABBRICA

70 anni fa esplodevano gli scioperi nelle fabbriche metalmeccaniche del centro nord Italia.Per la prima
volta dallʼascesa del fascismo, sfi dando il regime di Mussolini e la guerra, centinaia di migliaia di operai
incrociavano le braccia ed entravano in sciopero. Era lʼinizio della grande resistenza antifascista
che si sarebbe trasformata poi nella guerriglia partigiana sui monti.
Negare il diritto allo sciopero, eliminare ogni spazio democratico, non era un vezzo gratuito del
fascismo. Era una politica sostenuta e voluta da tutti i poteri forti del paese per ridurre i salari e massimizzare
lo sfruttamento dei ceti popolari. Per questo i grandi scioperi del 1943 annunciarono che il
fascismo aveva perso. Ed aveva perso perchè nulla poteva più contro la determinazione operaia.
Ma proprio per questo si iniziarono a mettere in moto nel paese le trame dei poteri forti perché cambiasse
tutto affinchè tutto rimanesse uguale. Gli industriali e i grandi interessi finanziari che si erano
arricchiti grazie al fascismo, scaricarono Mussolini e si scoprirono “democratici”.
Ma chi scioperò contro il fascismo, così come chi salì sui monti, non lo fece per unʼastratta democrazia.
La democrazia da conquistare doveva essere uno strumento per il riscatto sociale, doveva coincidere
con una società economicamente e socialmente differente e non con un inganno che permettesse agli
sfruttatori di continuare a sfruttarci.
Per questo gli scioperi del marzo 1943 rimangono attuali. Perchè la lotta per la difesa dei nostri diritti,
per una società dove non esista più lo sfruttamento, è parte integrante dellʼantifascismo. E oggi più
che mai, di fronte a una crisi di sistema senza precedenti, di fronte alla tremenda arroganza con cui
aziende e banche stanno scaricando su di noi la crisi, dobbiamo recuperare il protagonismo operaio
e sociale che nel 1943 fu in grado di sfidare la dittatura fascista.


Ricorre in questi giorni anche il decennale dellʼassassinio di Dax, militante antifascista ucciso nel 2003
a Milano. I due anniversari si fondono per noi in un solo grido: ora e sempre resistenza!


Sabato 23 marzo, Circolo Arci di Quinto Basso
via Gramsci, 560, Sesto Fiorentino
H 18.00, assemblea: l’antifascismo e il protagonismo operaio
H. 20.30, apericena di autofi nanziamento
H 21.30, concerto della Banda Popolare dell’Emilia Rossa

Organizzano:Organizzano: Coordinamento 20 Maggio, Collettivo Iskra Sesto Fiorentino, coordinamento
DiversaMente in Lotta (circolo di Quinto), Redazione di FalceMartello

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