venerdì 15 marzo 2013

PRC rilancia le unioni civili a Pisa



Rifondazione Comunista: "Premiata nostra determinazione nel rilanciare il registro delle unioni civili a Pisa"


Il Consiglio Comunale di Pisa ha approvato oggi, giovedì 14 marzo, una mozione per rilanciare il registro delle unioni civili. L'iniziativa è partita da Rifondazione Comunista che lo scorso 7 luglio, a 15 anni esatti dall'introduzione del registro a Pisa, aveva chiesto alla giunta di adottare una serie di provvedimenti per dare maggiore visibilità ed efficacia a questo strumento, e renderlo appetibile per un numero maggiore di persone. Il registro, che conta attualmente circa 50 coppie iscritte in maggioranza eterosessuali, è aperto a tutti coloro che, non legati da vincoli di matrimonio, parentela, affinità o adozione, sono legati da motivi affettivi, solidaristici o di assistenza, coabitano da almeno un anno e dimorano nel territorio comunale. 

"Quando, con la giunta Floriani e sotto la spinta di una campagna di Arcigay e Arcilesbica, il Consiglio Comunale votò la sua introduzione - ricorda Oliveri, coordinatore cittadino di Rifondazione - il registro di Pisa era il primo in Italia. Si pensava fosse l'inizio di una stagione di diritti che avrebbe portato gradualmente alle unioni civili omosessuali in Italia. Purtroppo la storia è stata diversa. Molti Comuni hanno seguito il nostro esempio, ma a livello nazionale non abbiamo neanche una legge contro l'omofobia, e il dibattito sul matrimonio gay si scontra con tabù e veti bipartisan. "Speriamo - dice Oliveri - che da questa mozione venga un impulso al nuovo Parlamento affinché promuova leggi per la piena parità di tutte le coppie e di tutte le famiglie, come sollecitano a fare importanti sentenze della corte costituzionale e della corte di cassazione". 

L'approvazione della mozione sul registro delle unioni civili arriva dopo diversi mesi di attesa, e una faticosa negoziazione in Consiglio Comunale tra Rifondazione e il Partito Democratico. "La nostra determinazione è stata premiata - affermano dal partito. Oggi riprendiamo e portiamo avanti un pezzo della migliore storia di Pisa, quella legata alla promozione dei diritti civili. Il primo risultato immediato della mozione è che chi si iscrive al registro potrà chiedere il rilascio da parte dell'anagrafe di un attestato di convivenza anagrafica basata su vincolo affettivo. Vigileremo, in questa e nella prossima consiliatura, affinché anche tutti gli altri impegni presi dalla giunta vengano rispettati". Tra gli impegni contenuti nel documento figurano, in primo luogo, una campagna di informazione e una comunicazione istituzionale più dettagliata sul registro e sul suo funzionamento, compresa la possibilità di una cerimonia pubblica per la firma. In secondo luogo, è prevista la redazione di un apposito Regolamento per il riconoscimento delle unioni civili che indichi chiaramente i diritti e i doveri delle coppie di fatto in materia di casa, sanità, scuola, servizi sociali e alla persona.

"La nostra iniziativa sul registro delle unioni civili è stata pensata come impegno concreto contro la crisi. Affinché i diritti civili non siano diritti di carta - spiega Oliveri - è necessario che vengano sempre accompagnati da diritti sociali adeguatamente finanziati e garantiti. Per questo è importante condurre anche una battaglia contro i meccanismi di rientro dal debito pubblico che, attraverso i tagli ai trasferimenti statali e i vincoli dei patti di stabilità, rendono il welfare municipale sempre più povero per tutti spingendo alla competizione invece che alla solidarietà".

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