Piano Interprovinciale Rifiuti: inceneritori e discariche. 10 anni di gestazione, nessuna sostanziale novità e nessuna disponibilità a considerare le alternative. Una maggioranza cieca e sorda blinda le sue sciagurate scelte. Rifondazione Comunista: mettere in primo piano la salute dei cittadini, la tutela ambientale e la razionalizzazione delle risorse.
Non bruciamoci il futuro!
intrapreso da oltre 10 anni in
Provincia di Firenze, ha espresso un voto contrario sul Piano Interprovinciale
dei Rifiuti Ato Toscana Centro.
Una contrarietà legata al
netto rifiuto delle scelte inceneritoriste, un no ad una logica di gestione dei
rifiuti che non vuole prendere in considerazione le alternative basate su veri
e cospicui investimenti su pratiche di riduzione, differenziazione riutilizzo,
che porterebbero ad una situazione gestibile con modalità compatibili con la
tutela dell'ambiente e la salute dei cittadini.
Ci siamo assunti la
responsabilità politica di condividere e sottoscrivere gli indirizzi
dell'Aterpiano a combustione zero elaborato e presentato dal Coordinamento dei
Comitati di Firenze, Prato e Pistoia, e abbiamo contribuito a redigere quello
presentato dalla Rete dei Comitati Valdisieve, Valdarno Fiorentino e Aretino.
Lasciamo al Pd e alla sua traballante maggioranza in
Provincia la sciagurata assunzione di responsabilità di adottare un Piano
obsoleto (mera sommatoria dei tre vecchi Piani Provinciali), economicamente
insostenibile (oltre 191 milioni di euro per gli inceneritori), nocivo (per le
emissioni inquinanti e cancerogene) e in aperta violazione delle normative
europee e nazionali (volte a dare priorità a prevenzione, riutilizzo e
riciclaggio).
Prendiamo atto di chi
invece non ha voluto per convenienza assumersi alcuna responsabilità in modo
pilatesco: alla non partecipazione al voto di IDV e SEL si è aggiunta quella
dell'UDC che si è dichiarata pronta a votare il piano nell'adozione definitiva
e a fare da ruota di scorta nel caso in cui si prospettassero possibilità di
cambi di maggioranza.
Con forza ribadiamo che
la via dell'incenerimento è devastante: può e deve essere evitata.
Le esperienze fatte in un
numero sempre maggiore di comuni e di territori (anche della nostra Provincia)
dimostrano che la dichiarata
inevitabilità degli impianti di incenerimento rappresenta solo un pretesto che
cela una precisa scelta politica e che allo stesso tempo rischia di diventare
la pietra tombale delle buone pratiche nella gestione dei rifiuti.
Laddove si è realmente
investito nei sistemi di raccolta differenziata spinta le percentuali
raggiunte dimostrano che la
questione dei rifiuti può essere affrontata puntando alla minimizzazione della
parte residua da smaltire. I contesti nei quali si è scelta la strada
dell'incenerimento (come Brescia) invece parlano di un percorso, dal quale non
si torna indietro, di disincentivazione della raccolta differenziata e di
aumento della produzione dei rifiuti. D'altronde si sa che i nuovi inceneritori
sono macchine costose che impongono per il loro funzionamento una quantità
minima “garantita” di rifiuti da bruciare sotto la quale non si può scendere
per non rimetterci da un punto di vista economico.
Il Gruppo di Rifondazione Comunista proseguirà in modo
coerente la propria opposizione agli indirizzi del Piano Interprovinciale dei
Rifiuti
utilizzando tutti gli strumenti di cui potremo disporre: dalle osservazioni da
presentare fino alla rivendicazione di una corretta e oggettiva Valutazione di
Impatto Ambientale per Case Passerini e della Vas. Al contempo proseguiremo il
nostro lavoro politico al fianco del fronte anti-inceneritorista e di chi
propone un modello alternativo.
No inceneritori. Non bruciamoci il futuro.
Firenze lì 15 febbraio
2012
Gruppo
Rifondazione Comunista Provincia di Firenze
Andrea Calò Lorenzo
Verdi

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