L’ICI e la Chiesa
La Chiesa cattolica italiana non ha mai pagato l’ICI sui beni immobiliari che utilizzava per fini non commerciali, come previsto già dal decreto legislativo che introdusse la tassa nel 1992.
Quanto agli immobili utilizzati per attività commerciali, la questione è stata oggetto di diversi pronunciamenti giuridici e di modifiche legislative nel corso degli anni: a partire dal 2005, la legge ha previsto l’esenzione tout court per tutti gli immobili.
Questa decisione, presa dal governo Berlusconi a pochi mesi dallo scioglimento delle
Camere e all’inizio della campagna elettorale, fece molto discutere.
Camere e all’inizio della campagna elettorale, fece molto discutere.
Nel 2007 il governo Prodi intervenne stabilendo che l’esenzione dell’ICI si potesse applicare solo agli immobili dalle finalità “non esclusivamente commerciali” (quindi bastava dimostrare che la destinazione no profit dell’edificio fosse “prevalente”).
L’esenzione dell’ICI per la Chiesa è da tempo oggetto di indagini da parte dell’Unione Europea.
L’emendamento presentato è relativo al Decreto Legge n° 1 del 2012, "Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività".
In relazione alla stretta attinenza ai temi della concorrenza, della competitività e della conformità al diritto comunitario, che sono alla base del DL 1/2012, l'emendamento intende adempiere alle richieste della Comunità europea. Il 15 febbraio,
infatti, il Presidente del Consiglio e Ministro dell'economia e delle finanze
Mario Monti aveva già comunicato al Vice Presidente della Commissione europea e Commissario alla concorrenza, Joaquin Almunia, la sua intenzione di presentare al Parlamento un emendamento per chiarire ulteriormente e in modo definitivo la questione ed evitare gli effetti della procedura d'infrazione in discussione.
Mario Monti aveva già comunicato al Vice Presidente della Commissione europea e Commissario alla concorrenza, Joaquin Almunia, la sua intenzione di presentare al Parlamento un emendamento per chiarire ulteriormente e in modo definitivo la questione ed evitare gli effetti della procedura d'infrazione in discussione.
PROF.GIOVANNI CIMBALO , ORDINARIO DI DIRITTO ECCLESIASTICO A BOLOGNA.

Nessun commento:
Posta un commento