IN BICI CONTROSENSO

In bici controsenso nelle strade a senso unico è una sciagura? No è una conquista di civiltà, un salto culturale notevole che finalmente segna una svolta per una seria considerazione e per una giusta attenzione di chi sceglie di muoversi con la bicicletta.
Si tratta di una soluzione tecnica che può essere applicata "su strade larghe almeno 4,25 metri, in zone con limite di 30 km/h, nelle zone a traffico limitato e in assenza di traffico pesante". Praticamente nella stragrande maggioranza dei centri urbani delle nostre città.
La notizia è straordinaria e ci avvicina all’Europa dove è una pratica molto diffusa e consolidata. Infatti in molte realtà europee l’applicazione sul palo del segnale stradale di “Divieto di accesso” di un cartello integrativo “eccetto bici” è un fatto consueto e ormai acquisito. E’ una soluzione molto importante in quanto facilita e incentiva l’uso della bicicletta permettendo al ciclista di usufruire di tragitti più brevi, evitando così di seguire i sensi unici pensati esclusivamente per le auto e che lo porterebbero a fare giri molto più lunghi. Non si tratta di “contromano” come hanno banalizzato alcuni organi di stampa, generando allarme e preoccupazioni infondate, ma di un “controsenso” regolamentato.
Quindi oltre a città, come Reggio Emilia e Ferrara, particolarmente virtuose e lungimiranti in tema di mobilità ciclistica, che hanno già adottato tale soluzione sia su strade singole che su intere zone dei centri storici regolati come le "Zona 30", ora, in virtù di questo parere favorevole del Ministero questa possibilità può essere estesa anche al resto d’ Italia. Il risultato è di notevole portata in quanto le amministrazioni locali hanno a disposizione un nuovo strumento a favore del traffico ciclistico che permetterà, soprattutto, il completamento a basso costo della rete ciclabile urbana.
Salvatore D'Amelio

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