lunedì 16 aprile 2012

Mercoledì 18 aprile riparte il confronto sindacale sul Maggio Musicale

Maggio Musicale, le controproposte dei sindacati: no ai licenziamenti, riduzione dei costi della dirigenza, cambio del vertice. Netto rifiuto del piano proposto da Colombo e Renzi tutto a carico dei lavoratori. Esistono soluzioni alternative e serve un cambio di indirizzo. Mercoledì 18 aprile 2012 nuovo incontro con i vertici della Fondazione Rifondazione Comunista: no ai ricatti ai lavoratori, chi ha contribuito a generare il deficit si assuma le proprie responsabilità e si faccia carico dei “sacrifici”. 











Nuovo capitolo della controversa vicenda del Maggio Musicale. Dopo l’apertura dello stato di crisi da parte del Presidente della Fondazione Matteo Renzi, dopo l’inaccettabile richiesta avanzata dal Cda di esuberare 70 dipendenti e dopo le dichiarazioni, da parte della sovrintendente Colombo, riguardo la volontà di intervenire sul bilancio per 4 milioni di euro a pieno discapito delle prerogative e dei diritti dei lavoratori, a prendere la parola sono ora le organizzazioni sindacali.

In modo compatto tutte le sigle sindacali Fials, Cgil Cisl, Uil hanno presentato una controproposta alternativa a quella della sovrintendente che si basa sul netto rifiuto dei licenziamenti collettivi e che, in modo responsabile, indica quali potrebbero essere gli indirizzi da perseguire per il risanamento del bilancio.

Insieme alla controproposta le sigle sindacali non hanno mancato di ribadire tutto il loro disappunto su come sino ad oggi sia stata trattata la vicenda sostenendo con forza la necessità di un cambio di vertice che possa ridare credibilità alla gestione del teatro rivendicando la necessità di avviare una “trattative seria e vera, cosa che fino ad oggi non c’è stata”. Una presa di posizione pienamente condivisibile e comprensibile alla luce degli atteggiamenti  messi in atto da una direzione orientata sin dall’inizio solo a cercare di imporre scelte assunte in modo arbitrario e del tutto indisponibile al dialogo.

Una iniziativa, quella intrapresa dai sindacati, sicuramente molto importante che  pone ora la questione su un piano decisamente diverso rispetto a quello inaccettabile e insostenibile presentato da una direzione delegittimata nell’imporre soluzioni dai disastrosi risultati prodotti nella sua gestione, caratterizzata da spese folli, da una palese incapacità di fare impresa, dalla continua e provocatoria richiesta di disponibilità al sacrificio altrui (quello dei lavoratori) ma mai disponibile al proprio.

Proprio da questo punto di vista, emblematico del ribaltamento di prospettiva contenuto nelle proposte dei sindacati il fatto che si  prevedano i 300 mila euro di risparmi derivanti dalla riduzione dei costi della dirigenza (che sul bilancio pesano per ben 1,2 milioni di euro), una chiara richiesta di dimostrazione di senso di responsabilità e di cambiamento rispetto a strategie finora tutte rivolte a far pesare sul lavoro le presunte responsabilità e tutte le conseguenze della ristrutturazione da compiere.

I sindacati rivendicano dunque l’avvio di una trattativa che la Slc CGIL richiede che sia  “…vera e seria, cosa che fino ad oggi non c'è stata…”. Sulla base di questa richiesta  il Presidente della Fondazione, Matteo Renzi,  ha incontrato in termini interlocutori,  in Palazzo Vecchio, nella mattinata del 14 aprile la Camera del Lavoro e la Slc CGIL  presenti alcuni tecnici del Comune per parlare del Maggio Musicale. Mercoledì 18 aprile nuovo tavolo sindacale ritenuto dirimente nel contesto della vertenza infatti se non intervenisse una intesa  il prossimo tavolo, con tutti i rischi del caso”…i sindacati hanno annunciato nuove iniziative di protesta, che cadrebbero nel pieno del 75esimo festival del Maggio Musicale Fiorentino, al via il 4 maggio…”.
Gli scriventi Consiglieri provinciali di Rifondazione Comunista nel ribadire il proprio sostegno alla vertenza sindacale dei lavoratori del Maggio Musicale e nel dichiarare la propria preoccupazione e contrarietà ad una operazione di risanamento che punta solo sui tagli al costo del lavoro, sulla flessibilità all’interno delle ore lavorative, sulle contrazioni salariali e il ricorso agli appalti e esternalizzazioni
a fronte dell’annunciato incontro tra sindacati e vertici della Fondazione previsto per il 18 aprile 2012 chiedono al Presidente della provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire   sul’esito del suddetto incontro  che ha come punto discussione il risanamento e il rilancio del Maggio Musicale, il piano industriale,  la salvaguardia dell’occupazione, lavoro e diritti e l’attivazione degli strumenti di sostegno e tutela. Infine chiediamo di sapere cosa intende fare la Provincia di Firenze per  far si che chi ha contribuito a generare il deficit si assuma le proprie responsabilità e si faccia carico dei “sacrifici” non ricattando i lavoratori e tutelando i diritti.
Andrea Calò             Lorenzo Verdi

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