Aggiornamento sulla situazione economica toscana - 17/04/2012
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L' "ITALIA DI MEZZO MODELLO DI CRESCITA"
lun 16 apr, 2012
Di: Alessio Gramolati
LA SITUAZIONE sociale non consente rinvii sui temi della crescita. Il compito coinvolge anche l'Italia dimezzo: il suo tessuto economico, può essere un modello per lo sviluppo del Paese.
TOSCANA, Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo. Non si tratta di un'ulteriore specificità o, peggio, una contrapposizione Nord - Sud. L'Italia di mezzo non è né un territorio di scorrimento verticale né una cerniera tra le altre due aree del paese. Al contrario, i caratteri del suo tessuto produttivo, la ricchezza ambientale, il patrimonio culturale e artistico, i modelli di convivenza e coesione sociale possono rappresentare, se cooperano, un volano per la crescita. Anche perché c'è una coincidenza tra il tessuto socioeconomico di questa parte d'Italia e i fattori di sviluppo individuati dall'Unione europea per accrescere la propria competitività.
Quattro le direttrici europee della Strategia 2020: primo, l'integrazione dei corridoi infrastrutturali Ovest-Est per connettere le economie occidentali con quelle dell'Europa centrale e dell'Est; secondo, il sostegno alla green economy e a un modello di sviluppo sostenibile che utilizzi fonti energetiche alternative; terzo, una crescita endogena ottenuta sostenendo le vocazioni economiche dei territori per renderle competitive sul mercato mondiale; quarto, confermare che il carattere distintivo dell'Europa nella globalizzazione sta nella qualità del lavoro e nella coesione sociale, considerati fattori non solo di civiltà, ma di competitività. Tutti questi fattori si ritrovano nelle regioni dell'Italia di mezzo che possono coniugare crescita e risanamento dentro al quadro europeo. Quel territorio è una piattaforma naturale di connessione tra le economie atlantiche e dell'Europa
occidentale con quelle dell'Europa centrale e dell'Est. E' un polmone di fonti energetiche alternative.
Ha un tessuto produttivo basato su un sistema di piccole e medie imprese endogeno ma non localistico, come dimostrano i risultati dell'export, a cominciare dalla Toscana, superiori a quelli delle regioni del Nord. Infine ha un modello sociale e di welfare che valorizza la coesione sociale mentre la qualità dei centri universitari e scientifici rappresenta un patrimonio rilevante di sapere.
A questo punto, il compito fondamentale è costruire le sinergie verso un obiettivo comune, pur nel rispetto delle autonomie. Servono scelte infrastrutturali per agganciare l'Italia di mezzo alle dinamiche dello sviluppo Ovest-Est e valorizzare attraverso l'intermodalità i porti esistenti. Bisogna accelerare le bretelle ferroviarie e stradali per rendere più veloce lo scorrimento delle merci oltre che delle persone. Si devono sviluppare le fonti idriche, eoliche e fotovoltaiche e delle biomasse di cui la dorsale appenninica è ricca.
Serve una relazione più stretta tra università e piccole - medie imprese: per passare dai distretti a un più dinamico sistema di imprese a rete. C'è bisogno, infine, di attente politiche di bilancio e di cooperazione istituzionale per evitare che il risanamento abbia come risultato il degrado del tessuto sociale e la rottura della coesione. Temi che approfondiremo il 17 e 18 aprile a Firenze con gli attori economici e istituzionali per contribuire ad una nuova stagione di crescita per questa aerea e per il Paese.
TOSCANA, Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo. Non si tratta di un'ulteriore specificità o, peggio, una contrapposizione Nord - Sud. L'Italia di mezzo non è né un territorio di scorrimento verticale né una cerniera tra le altre due aree del paese. Al contrario, i caratteri del suo tessuto produttivo, la ricchezza ambientale, il patrimonio culturale e artistico, i modelli di convivenza e coesione sociale possono rappresentare, se cooperano, un volano per la crescita. Anche perché c'è una coincidenza tra il tessuto socioeconomico di questa parte d'Italia e i fattori di sviluppo individuati dall'Unione europea per accrescere la propria competitività.
Quattro le direttrici europee della Strategia 2020: primo, l'integrazione dei corridoi infrastrutturali Ovest-Est per connettere le economie occidentali con quelle dell'Europa centrale e dell'Est; secondo, il sostegno alla green economy e a un modello di sviluppo sostenibile che utilizzi fonti energetiche alternative; terzo, una crescita endogena ottenuta sostenendo le vocazioni economiche dei territori per renderle competitive sul mercato mondiale; quarto, confermare che il carattere distintivo dell'Europa nella globalizzazione sta nella qualità del lavoro e nella coesione sociale, considerati fattori non solo di civiltà, ma di competitività. Tutti questi fattori si ritrovano nelle regioni dell'Italia di mezzo che possono coniugare crescita e risanamento dentro al quadro europeo. Quel territorio è una piattaforma naturale di connessione tra le economie atlantiche e dell'Europa
occidentale con quelle dell'Europa centrale e dell'Est. E' un polmone di fonti energetiche alternative.
Ha un tessuto produttivo basato su un sistema di piccole e medie imprese endogeno ma non localistico, come dimostrano i risultati dell'export, a cominciare dalla Toscana, superiori a quelli delle regioni del Nord. Infine ha un modello sociale e di welfare che valorizza la coesione sociale mentre la qualità dei centri universitari e scientifici rappresenta un patrimonio rilevante di sapere.
A questo punto, il compito fondamentale è costruire le sinergie verso un obiettivo comune, pur nel rispetto delle autonomie. Servono scelte infrastrutturali per agganciare l'Italia di mezzo alle dinamiche dello sviluppo Ovest-Est e valorizzare attraverso l'intermodalità i porti esistenti. Bisogna accelerare le bretelle ferroviarie e stradali per rendere più veloce lo scorrimento delle merci oltre che delle persone. Si devono sviluppare le fonti idriche, eoliche e fotovoltaiche e delle biomasse di cui la dorsale appenninica è ricca.
Serve una relazione più stretta tra università e piccole - medie imprese: per passare dai distretti a un più dinamico sistema di imprese a rete. C'è bisogno, infine, di attente politiche di bilancio e di cooperazione istituzionale per evitare che il risanamento abbia come risultato il degrado del tessuto sociale e la rottura della coesione. Temi che approfondiremo il 17 e 18 aprile a Firenze con gli attori economici e istituzionali per contribuire ad una nuova stagione di crescita per questa aerea e per il Paese.
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LAVORO: CDC; REGIONE CHIEDERA' INCONTRO PROPRIETA'
La Regione Toscana chiederà un incontro alla proprietà della Cdc, azienda del settore informatica, con sedi a Pisa, Pontedera, Fornacette e che occupa in Toscana 346 addetti. Lo ha detto l'assessore toscano alle attività produttive Gianfranco Simoncini dopo aver ascoltato le organizzazioni sindacali nel corso di un incontro convocato ieri in Regione e al quale hanno partecipato il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni e il sindaco di Pontedera Simone Villozzi. Nel corso della riunione i sindacati, si spiega in una nota della Regione, hanno manifestato la forte preoccupazione dei lavoratori per la situazione dell'azienda che, dopo due piani industriali ha oggi attivato procedure di mobilità che dovrebbero arrivare ad interessare quasi la metà dei dipendenti attuali. "Abbiamo preso atto di queste preoccupazioni di cui si sono fatte portavoce le istituzioni locali - ha detto l'assessore - e per questo ci attiveremo presso l'azienda per capire se e come si ritenga possibile arrivare ad un superamento dell'attuale fase di crisi con l'obiettivo di mantenere l'attività produttiva sul territorio e garantire l'occupazione". Una volta incontrata l'azienda l'assessore si é impegnato a riferire ai sindacati l'esito della riunione.(ANSA).
Notizia del: mar 17 apr, 2012
CRISI: MARINI, REGIONI CENTRO SALVAGUARDANO MODELLO WELFARE
"L'Umbria ha bisogno come le altre regioni dell'Italia centrale di ridare valore ad un modello di sviluppo basato sulle piccole e medie imprese, oggi in affanno per la crisi economica. Ha bisogno di salvaguardare un modello di coesione sociale che ha fatto anche delle politiche del lavoro, delle politiche di istruzione e formazione, del welfare e della sanita" pubblica un perno fondamentale della crescita" Lo ha detto la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, oggi al convegno "L'Italia di mezzo. Quale modello di sviluppo", organizzato da Cgil e Associazione Bruno Trentin. "Siamo regioni - ha aggiunto - che hanno bisogno di pensare ad un modello di sviluppo quanto piu" possibile coerente con l'ambiente naturale, il paesaggio e abbiamo bisogno anche di lavorare insieme nella nuova stagione dei fondi comunitari e quindi proveremo anche a raccogliere una sfida come presidenti di Regione per costruire una programmazione unitaria sulle politiche di sviluppo". Toscana, Umbria ed Emilia Romagna non è la prima volta che si mettono insieme, ha sottolineato Marini, " non solo per difendere un modello politico che ha caratterizzato queste regioni ma soprattutto per difendere e dare nuove prospettive ad una realta" economica, produttiva e sociale che è parte integrante di questo Paese. E soprattutto il centro Italia non é qualcosa di risulta tra il Nord e Il Sud ma ha grandi potenzialita" , se guardiamo alcuni indicatori sul lavoro, sul Pil, sull'istruzione, sulle nostre universita". Insomma, possiamo dare un contributo importante all'Italia". (ANSA).
Notizia del: mar 17 apr, 201
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FINMECCANICA: ANSALDOBREDA, HITACHI RAIL VISITA SITO PISTOIA SINDACATI CONTRARI A CESSIONE, EQUIVARREBBE A SVENDITA
Prima visita stamani allo stabilimento pistoiese dell'AnsaldoBreda da parte degli osservatori della giapponese Hitachi Rail, il gruppo interessato a rilevare una parte consistente del capitale sociale dell'azienda che fa capo a Finmeccanica. I sindacati rimangono contrari a qualsiasi ipotesi di cessione, che in questo momento "equivarrebbe ad una svendita". "Sappiamo che si tratta di una visita per verificare lo stato dello stabilimento e dell'organizzazione del lavoro - dice Nicola Riva, segretario provinciale Fiom-Cgil -. Quello che è certo è che noi continuiamo a mantenere la nostra posizione, che è di assoluta contrarietà ad una cessione, almeno nelle modalità, con cui è stata rappresentata dalla stessa Finmeccanica, dove AnsaldoBreda rischia di essere il corredo di Ansaldo Sts, quindi una sorta di regalo alla concorrenza internazionale". (ANSA).
Notizia del: mar 17 apr, 2012
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RSU SIENA BIOTECH: PUR IN UNA FASE DI CRISI ( SI TRATTA LA CIG) NON DIMENTICHIAMO VALORE ATTIVITA' RICERCA LAVORATORI
Siena Biotech nasce con l’obiettivo di individuare cure per pazienti affetti da malattie neurodegenerative come le malattie di Huntington e Alzheimer e tumori cerebrali che purtroppo ad oggi non hanno cura.
A questo scopo, da dieci anni i lavoratori di Siena Biotech si dedicano con passione, competenza e professionalità al loro lavoro. Come noto, ciò è stato possibile grazie agli investimenti della FMPS, investimenti che oggi sono a rischio a causa delle difficoltà economiche che coinvolgono la Fondazione stessa. In un intervallo di tempo che è, va ricordato, decisamente breve per i tempi della ricerca medica, Siena Biotech ha sviluppato molecole attualmente in fase di sperimentazione clinica su pazienti. In altre parole, ad oggi, sono in corso studi clinici per Alzheimer e Huntington con molecole sviluppate a Siena che potrebbero rappresentare l’unica cura per i malati affetti da queste patologie.
In questo momento di difficoltà, che vede i dipendenti di Siena Biotech preoccupati per il loro futuro lavorativo, occorre ribadire con forza quanto grande e fruttuoso sia stato il loro impegno che si è concretizzato nella creazione di un patrimonio umano di valore e nel raggiungimento di obiettivi di ricerca che non devono andare dispersi.
La professionalità dei lavoratori di Siena Biotech è riconosciuta a livello internazionale, ed ha portato a proficue collaborazioni con importanti istituti di ricerca italiani e stranieri e con prestigiose multinazionali farmaceutiche, mentre il finanziamento di progetti europei ha visto, e vede, Siena Biotech capofila di consorzi formati da centri di ricerca e università di fama mondiale.
Pertanto, preoccupata per l'imminente cassa integrazione, la RSU di Siena Biotech - che sta negoziando con la Direzione Aziendale i termini di una prossima cassa integrazione, che saranno presentati per la loro approvazione in assemblea generale dei lavoratori - ribadisce l'enorme valore dell'attività di ricerca svolta in questi anni a Siena, e richiama l'attenzione della città e delle istituzioni affinché un'importante realtà del territorio senese, conosciuta in tutto il mondo, possa continuare a vivere e operare con i suoi lavoratori.
RSU Siena Biotech
A questo scopo, da dieci anni i lavoratori di Siena Biotech si dedicano con passione, competenza e professionalità al loro lavoro. Come noto, ciò è stato possibile grazie agli investimenti della FMPS, investimenti che oggi sono a rischio a causa delle difficoltà economiche che coinvolgono la Fondazione stessa. In un intervallo di tempo che è, va ricordato, decisamente breve per i tempi della ricerca medica, Siena Biotech ha sviluppato molecole attualmente in fase di sperimentazione clinica su pazienti. In altre parole, ad oggi, sono in corso studi clinici per Alzheimer e Huntington con molecole sviluppate a Siena che potrebbero rappresentare l’unica cura per i malati affetti da queste patologie.
In questo momento di difficoltà, che vede i dipendenti di Siena Biotech preoccupati per il loro futuro lavorativo, occorre ribadire con forza quanto grande e fruttuoso sia stato il loro impegno che si è concretizzato nella creazione di un patrimonio umano di valore e nel raggiungimento di obiettivi di ricerca che non devono andare dispersi.
La professionalità dei lavoratori di Siena Biotech è riconosciuta a livello internazionale, ed ha portato a proficue collaborazioni con importanti istituti di ricerca italiani e stranieri e con prestigiose multinazionali farmaceutiche, mentre il finanziamento di progetti europei ha visto, e vede, Siena Biotech capofila di consorzi formati da centri di ricerca e università di fama mondiale.
Pertanto, preoccupata per l'imminente cassa integrazione, la RSU di Siena Biotech - che sta negoziando con la Direzione Aziendale i termini di una prossima cassa integrazione, che saranno presentati per la loro approvazione in assemblea generale dei lavoratori - ribadisce l'enorme valore dell'attività di ricerca svolta in questi anni a Siena, e richiama l'attenzione della città e delle istituzioni affinché un'importante realtà del territorio senese, conosciuta in tutto il mondo, possa continuare a vivere e operare con i suoi lavoratori.
RSU Siena Biotech
Notizia del: mar 17 apr, 2012

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