Un golpe “democratico”
Il
Senato ha votato in quarta lettura la legge costituzionale che
inserisce nella Costituzione l'obbligo del pareggio di bilancio. Si è
così modificata su un tema cruciale la Carta del 1948, scongiurando –
grazie alla maggioranza superiore ai due terzi - il referendum popolare
confermativo.
In
pratica un colpo di mano antidemocratico e neoliberista, da parte di un
parlamento ridotto a votificio nelle mani dell’oligarchia finanziaria.
Già
Berlusconi puntava a modificare l’art. 81 in ossequio alle direttive
dell’UE dei monopoli fonanziari. Il governo ultra-conservatore di Monti,
con la spinta di Napolitano e l’appoggio parlamentare del PD, ha
portato a compimento il disegno.
I
partiti riformisti e liberali, conservatori e reazionari della
borghesia hanno accettato in blocco una linea di risanamento dell’ordine
economico capitalista attraverso il peggioramento sistematico delle
condizioni di vita della classe operaia e delle masse lavoratrici.
La
modifica dell’art. 81 serve infatti per rendere permanenti le politiche
di austerità, per far pagare tutte le conseguenze della crisi
capitalistica agli operai, ai lavoratori sfruttati, alle donne e ai
giovani del popolo, ai migranti.
La
modifica dell’art. 81 fa il paio con la modifica dell’art. 18 dello
Statuto dei Lavoratori. Queste politiche - imposte da UE, BCE e FMI –
sono volte a garantire i profitti alle istituzioni del capitalismo
finanziario, ai padroni, e a distruggere la vita di milioni di
lavoratori, causando impoverimento, aumento dello sfruttamento,
licenziamenti di massa e devastazione sociale.
L’allargamento
e l’approfondimento della crisi economica mondiale, l’offensiva senza
soste della borghesia, pongono un dilemma decisivo: schiavitù politica
ed economica o soppressione dello sfruttamento e dell’oppressione
capitalistica?
Per
sciogliere questo dilemma è necessario spingere le masse lavoratrici
verso battaglie decisive. Questo può essere fatto solo realizzando un
fronte di unico di lotta contro l’offensiva capitalista, la dittatura
borghese sotto tutte le sue forme e la guerra imperialista.
Per
sviluppare questo lavoro in modo costante e sistematico, per affrontare
i compiti nuovi che la lotta di classe ci pone è indispensabile
forgiare il partito comunista sui principi del marxismo-leninismo e
dell’internazionalismo proletario. I sinceri comunisti e gli operai
d’avanguardia è su questo terreno che devono unirsi e lavorare assieme.
Da subito.
Solo
così potremo dirigere la lotta per conquistare una nuova e superiore
democrazia, quella del proletariato; solo così potremo aprire la strada a
una nuova Assemblea Costituente che sancisca la fine del capitalismo e
del suo apparato di sfruttamento e di oppressione.
17 aprile 2012 Piattaforma Comunista
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