CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA
GRUPPO CONSILIARE “FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – VERDI”
Relazione finale della commissione sulla vicenda Forteto. Le Considerazioni della Capogruppo Sgherri
Firenze, 16 gennaio. Perché il sistema dell’affido – che in Toscana funziona - in questo caso non ha funzionato ? Come è possibile che nessun campanello di allarme sia suonato per nessuno dei soggetti pubblici coinvolti nell’affido? Dal tribunale dei minori - anche dopo la prima condanna del 1985 -, alle assistenti sociali,all’asl, alla regione e ai sindaci, non è scattata la necessità di controlli sistematici e la denuncia di quanto avveniva.
I numerosi racconti uditi in commissione delle persone aderenti all’associazione vittime del Forteto ha svelato una realtà tragica, fatta di abusi ripetuti
Come è possibile che sia successo e per tutti questi anni ? La risposta a queste domande è il preludio affinché quanto avvenuto non si ripeta mai più.
Questo l’interrogativo di fondo sul quale la Commissione ha lavorato, un lavoro delicato alla luce delle vicende in questione e del fatto di non doversi sostituire al lavoro della magistratura. Nel caso di una comunità chiusa come questa - e delle sentenze della magistratura passate – dovevano tanto più in questo caso infatti scattare i doverosi allarmi e le azioni conseguenti per i bambini già presenti.
E allora al primo posto va evidenziato il fatto che le regole di vita di una comunità, che liberamente gli adulti accettano di darsi, non sono conformi ai criteri per l’affido di un minore.
Certamente c’è stata la capacità di costruirsi - da parte della Comunità del Forteto – di un terreno favorevole, un sistema di pubbliche relazioni esteso e capillare, ma c’è stato anche il farsi carico (certo funzionale ai fini del Forteto) di casi difficili, (il minore che aveva subito soprusi e abusi in famiglia, e l’affido avveniva con ordinanza del tribunale, o minori portatori di handicap), e il rifiuto delle cosiddette famiglie affidatarie di prendere la retta che ad esse sarebbe spettata per il mantenimento e l’educazione del minore. Era necessario, e lo dovrà essere in futuro, creare una sistematicità, trasparenza e accuratezza nei controlli - modificando le regole - perché non succeda più una vicenda del genere.
E’ infatti emersa una segmentazione delle responsabilità e del sistema di regole nei controlli non ha fatto scattare gli allarmi dovuti, con controlli del tutto sporadici. Cosi Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale nel corso del dibattito, oggi in aula, sulla relazione finale della commissione d’inchiesta sulla vicenda Forteto, commissione di cui Sgherri è stata componente. La necessità di controlli puntuali, continui ed efficaci sarebbe stata necessaria tanto più in questo caso, dato che si trattava di minori nelle condizioni più difficili (portatori di handicap, ecc.) e, come è emerso, di minori che non mantenevano – come dovrebbe essere – il rapporto con la famiglia, quindi in totale condizione di isolamento da un contesto sociale e da un controllo familiare esterno.
Il lavoro svolto in commissione, le audizioni con tutti i soggetti pubblici coinvolti nell’affido, dovranno essere il presupposto per una rivisitazione di questa materia finalizzato al rafforzamento del sistema dei controlli, una cabina di regia che superi la frammentazione delle competenze ed assicuri una attenzione continua nei confronti del minore che non deve più essere abbandonato. Il recente protocollo sottoscritto con Regione Toscana, prefettura, ecc. va in questa direzione.
Infine, proprio perché il coraggio che le persone aderenti all’associazione vittime del Forteto non subiscano nuovamente soprusi e questa volta per il coraggio che hanno avuto, dovremo garantire che non ci siano ripercussioni sul piano lavorativo (sono quasi tutti dipendenti della cooperativa) di cui invece sembra che ci sia il pericolo concreto. Dobbiamo, in conclusione, essere “sicuri” per il futuro per quanto riguarda gli affidamenti e il futuro delle persone affidate: per quanto riguarda la “nostra parte” e al di là delle conclusioni della magistratura, dobbiamo rafforzare il recente protocollo d’intesa sottoscritto anche dalla Regione così come l’istituto del garante dei minori.

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