sabato 16 marzo 2013

Un papa gesuita e restauratore alla testa della Chiesa

Un papa gesuita e restauratore alla testa della Chiesa

Il nuovo papa, Jorge Mario Bergoglio, ha deciso di chiamarsi Francesco. E’
l’apoteosi dell'ipocrisia per il monarca assoluto di una delle istituzioni più
ricche e potenti del pianeta, non solo per il controllo ideologico-religioso
che essa esercita su centinaia di milioni di esseri umani, ma anche per la sua
influenza politica e per i capitali che possiede.

La Chiesa cattolica possiede il secondo tesoro aureo del mondo; le sue riserve
finanziarie (visibili) superano i 300 miliardi di euro; è proprietaria di
innumerevoli immobili, industrie elettroniche, siderurgiche, del cemento,
tessili, chimiche, alimentari, di costruzioni; detiene migliaia di miliardi di
titoli di proprietà nei più disparati settori (ferro, distillerie, acqua
potabile, gas, sanità, scuole, alberghi, apparecchiature industriali); è il
maggiore latifondista del mondo; possiede molte banche, e lo Stato della Città
del Vaticano è un paradiso fiscale.
Come ha accumulato tanta ricchezza e potere l’impero che Francesco ha
accettato di governare?
L’indiscutibile evidenza storica ha mostrato il ruolo nefasto svolto dalla
Chiesa cattolica durante i secoli nei processi di sfruttamento e saccheggio
dei popoli, specie quelli sudamericani. Sono ricchezze bagnate di sangue,
quelle che Francesco eredita. Se seguisse l’esempio del «poverello di Assisi»
dovrebbe rinunciarvi. Ma non lo farà mai, perché il Vaticano è un pilastro
fondamentale per il mantenimento del sistema capitalistico.
Per i poveri (che con la crisi sono sempre di più e sempre più affamati,
mentre i ricchi aumentano i loro guadagni), per i migranti, per coloro che
vivono nelle zone di guerra, ci saranno solo carità e preghiere. E il mondo
disumano del capitalismo che Francesco e la Chiesa perpetuano.
Bergoglio è latinoamericano. La scelta della sua elezione è evidentemente
politica, volta a frenare l'avanzata della sinistra rivoluzionaria e dei
comunisti in un subcontinente che la Chiesa cattolica considera una riserva da
preservare a tutti i costi (dopo la perdita dell’Europa), da tenere in pugno
per subordinare i popoli all’imperialismo, ai latifondisti, alla borghesia
locale, per accumulare ricchezze, come ha sempre fatto. E il nuovo papa ha una
certa esperienza in materia, visto il ruolo giocato nel periodo del dittatore
fascista Videla.
Bergoglio è gesuita e si è subito presentato come il vescovo che vuol dare
impulso all'evangelizzazione e catechizzare i ceti subalterni con le vecchie
tradizioni cattoliche: lo scontro col mondo moderno sarà particolarmente duro
sul terreno dell'insegnamento e dei diritti delle donne e degli omosessuali.
Si aggraverà l’ingerenza vaticana nella sfera politica e istituzionale.
Francesco è chiamato a risolvere la crisi devastante della Chiesa, scossa da
scandali, corruzione, reati sessuali, gravi problemi finanziari, acute lotte
intestine. Una crisi più grave e profonda di quella che appare alla
superficie, una crisi di carattere epocale.
Riuscirà a ripulire l’immagine della Chiesa, recuperare il prestigio perduto e
riformare “tranquillamente” la comunità ecclesiale? Non lo crediamo. A tal
fine non basta la rinunzia di Ratzinger e la nomina di un uomo apparentemente
“umile”. La potenza reazionaria del Vaticano è storicamente in declino e non
può risollevarsi, poiché si sono esaurite le condizioni della sua vecchia
egemonia. Le sue lotte intestine non cesseranno, e il modello gesuita di
obbedienza assoluta ai superiori per la sopportazione paziente di vessazioni e
umiliazioni provocherà nuove divisioni.
Bergoglio è un restauratore a tutto campo che non risolverà la crisi della
Chiesa, ma l’accentuerà.
Per scalzare dalle le sue posizioni tradizionali la gerarchia cattolica, tutti
i comunisti -  alla testa di un ampio  schieramento di forze laiche e
progressiste - debbono rilanciare la lotta su alcuni obiettivi immediati: fine
dei finanziamenti al Vaticano, alla Chiesa, alle scuole e alla sanità privata,
agli enti religiosi; abolizione dell’8x1000; forte tassazione per i beni
mobili e immobili della “Vaticano S.p.A.” e degli enti ecclesiastici, con
restituzione degli arretrati; soppressione di tutti i privilegi economici,
sociali e fiscali del Vaticano e della Chiesa; verità e giustizia sui traffici
finanziari dello IOR; basta con le emissioni prevaricatrici di Radio vaticana;
completa separazione della Chiesa dallo Stato; lotta all’oscurantismo
religioso, alle ingerenze clericali; difesa intransigente dei diritti delle
donne e degli omosessuali; una scienza e una scuola libere da ogni
condizionamento e da tutte le confessioni religiose.
La “questione vaticana” sarà risolta definitivamente dal proletariato quando
instaurerà la sua dittatura. Allora  saranno dichiarati nulli e senza effetto
i Concordati e le varie intese stipulate dallo Stato italiano con le
confessioni religiose. Tutti i beni appartenenti alle istituzioni religiose
saranno espropriati senza indennizzo. La Città del Vaticano sarà annessa allo
Stato italiano.
14.3.2013
Piattaforma Comunista

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