DOPO L’ASSEMBLEA NAZIONALE DI UNIRE LE LOTTE
150 LAVORATORI DEL COMUNE DI VICENZA
LASCIANO USB E ADERISCONO ALLA CUB
150 LAVORATORI DEL COMUNE DI VICENZA
LASCIANO USB E ADERISCONO ALLA CUB
Venerdì 20 gennaio l’inaugurazione della nuova sede della Cub a Vicenza
Intervista a Maria Teresa Turetta e Patrizia Cammarata, Rsu del Comune di Vicenza
Al Comune di Vicenza, Usb è – o meglio, era – il primo sindacato in Comune: 150 tesserati, più di Cgil, Cisl e Uil. Dopo l’assemblea nazionale del 4 dicembre, nella quale Unire le lotte ha deciso di uscire dal sindacato burocratico Usb e aderire al sindacato di base Cub, i 150 lavoratori del Comune hanno deciso di seguirci in questa scelta. Venerdì 20 gennaio sarà inaugurata, a partire dalle ore 11, la nuova sede della Cub a Vicenza, nella quale verrà anche aperto uno sportello del Coordinamento migranti di Vicenza.
Parliamo del risultato straordinario di Vicenza, che è indubbiamente di buon auspicio, con Maria Teresa Turetta e Patrizia Cammarata, Rsu del Comune di Vicenza, dove oggi la Cub è il primo sindacato.
Parliamo del risultato straordinario di Vicenza, che è indubbiamente di buon auspicio, con Maria Teresa Turetta e Patrizia Cammarata, Rsu del Comune di Vicenza, dove oggi la Cub è il primo sindacato.
Di solito quando si propone ai lavoratori di uscire da un sindacato ed entrare in un altro bisogna mettere in conto delle perdite. Invece il risultato di Vicenza è straordinario: praticamente tutti i lavoratori hanno deciso di seguirvi nella scelta di lasciare Usb ed entrare nella Cub. Come spiegate questo successo? TERESA: i lavoratori si fidano di noi e di quello che facciamo. Sanno che lavoriamo per passione e gratuitamente, è per questo che ci hanno seguito in massa.
PATRIZIA: Teresa è una sindacalista con grandi qualità di intelligenza, coraggio e passione, conosce gli iscritti e i loro problemi ad uno ad uno. A questa considerazione aggiungo anche che in Comune di Vicenza abbiamo lavorato da anni in stretta collaborazione, condividendo ogni scelta, dal volantino, al comunicato, alla posizione da assumere al tavolo di trattativa, sia fra noi due, sia con l’altro nostro compagno Rsu, Ivo. Sono anni che interveniamo puntualmente facendo sentire la nostra posizione su tutto, interveniamo senza timori e pubblicamente, mettendo le nostre facce e i nostri nomi. Abbiamo attaccato sia la passata amministrazione a guida Forza Italia sia quella attuale a guida Pd, senza sconti o ambiguità e informando i lavoratori di ogni passo. Molti lavoratori e molte lavoratrici del Comune di Vicenza, nostri colleghi, hanno apprezzato questo fin dall’inizio, cioè da quando nel lontano 2001 non arrivavamo a 10 iscritti ed io ero la sola componente Rsu (su 18) del sindacalismo di base.
Comunque non solo in Comune a Vicenza ma anche in alcuni Comuni della provincia ci sono iscritti Usb, anche Rsu, che sono passati con noi nella Cub, come del resto qualche lavoratore delle Cooperative e inoltre siamo in interlocuzione con alcuni operai metalmeccanici e lavoratori di altri comparti del pubblico impiego. Gli iscritti alla Cub scuola, invece, c’erano già e ora avranno anche loro una sede a Vicenza.
PATRIZIA: Teresa è una sindacalista con grandi qualità di intelligenza, coraggio e passione, conosce gli iscritti e i loro problemi ad uno ad uno. A questa considerazione aggiungo anche che in Comune di Vicenza abbiamo lavorato da anni in stretta collaborazione, condividendo ogni scelta, dal volantino, al comunicato, alla posizione da assumere al tavolo di trattativa, sia fra noi due, sia con l’altro nostro compagno Rsu, Ivo. Sono anni che interveniamo puntualmente facendo sentire la nostra posizione su tutto, interveniamo senza timori e pubblicamente, mettendo le nostre facce e i nostri nomi. Abbiamo attaccato sia la passata amministrazione a guida Forza Italia sia quella attuale a guida Pd, senza sconti o ambiguità e informando i lavoratori di ogni passo. Molti lavoratori e molte lavoratrici del Comune di Vicenza, nostri colleghi, hanno apprezzato questo fin dall’inizio, cioè da quando nel lontano 2001 non arrivavamo a 10 iscritti ed io ero la sola componente Rsu (su 18) del sindacalismo di base.
Comunque non solo in Comune a Vicenza ma anche in alcuni Comuni della provincia ci sono iscritti Usb, anche Rsu, che sono passati con noi nella Cub, come del resto qualche lavoratore delle Cooperative e inoltre siamo in interlocuzione con alcuni operai metalmeccanici e lavoratori di altri comparti del pubblico impiego. Gli iscritti alla Cub scuola, invece, c’erano già e ora avranno anche loro una sede a Vicenza.
Quali sono le vostre prime impressioni in relazione a questo passaggio? Vi sembra che sia confermata la giustezza della scelta di uscire da Usb e entrare nella Cub?TERESA: Sì, non era più possibile lavorare serenamente in Usb, la politica sindacale condotta dai vertici nazionali Usb era fuori dal contesto storico e sociale che stiamo vivendo. Ci hanno proposto scioperi divisi non solo dalla Fiom e dalla Cgil, ma anche da Cub e Cobas e questo ci ha creato tanti imbarazzi con i lavoratori che non capivano più perché Usb proponeva iniziative di lotta e cortei in date e luoghi diversi e non convergenti con le altre sigle sindacali. Poi c’è stata la grave questione di mancanza di democrazia negli organismi interni; il fatto che non tutti seguivano le regole per il versamento delle quote delle tessere dei lavoratori. Tornare alla Cub è stato come un rientro a casa dopo un viaggio sofferto e fallimentare durato fin troppo a lungo.
PATRIZIA: il grave fatto dell’espulsione di Fabiana Stefanoni, lavoratrice precaria della scuola, condita con le solite pesanti diffamazioni che nella storia hanno spesso coperto le vere ragioni delle espulsioni, mi ha fatto capire che non c’erano più margini per un lavoro sereno in Usb. Anche a livello locale la situazione era grave, soprattutto dopo che i responsabili della Federazione di Vicenza hanno coperto e collaborato con i dirigenti nazionali quando hanno annullato l’attivo regionale del Pubblico Impiego tenutosi a Mestre nel gennaio 2011, solo perché non hanno condiviso il voto democratico che era uscito da quell’attivo da loro stessi convocato. Non pensiamo che la Cub sia il sindacato perfetto ma pensiamo che, se vogliamo poter lavorare per la costruzione di un unico sindacato di base, è di nuovo nella Cub che dobbiamo ricollocarci. In Usb eravamo guardati con sospetto ed emarginati solo per la nostra posizione. Mi sembra che in Cub ci sia una maggiore considerazione per il lavoro di militanza svolto a titolo gratuito e non ci sia l’arroganza con la quale siamo stati trattati in Usb.
PATRIZIA: il grave fatto dell’espulsione di Fabiana Stefanoni, lavoratrice precaria della scuola, condita con le solite pesanti diffamazioni che nella storia hanno spesso coperto le vere ragioni delle espulsioni, mi ha fatto capire che non c’erano più margini per un lavoro sereno in Usb. Anche a livello locale la situazione era grave, soprattutto dopo che i responsabili della Federazione di Vicenza hanno coperto e collaborato con i dirigenti nazionali quando hanno annullato l’attivo regionale del Pubblico Impiego tenutosi a Mestre nel gennaio 2011, solo perché non hanno condiviso il voto democratico che era uscito da quell’attivo da loro stessi convocato. Non pensiamo che la Cub sia il sindacato perfetto ma pensiamo che, se vogliamo poter lavorare per la costruzione di un unico sindacato di base, è di nuovo nella Cub che dobbiamo ricollocarci. In Usb eravamo guardati con sospetto ed emarginati solo per la nostra posizione. Mi sembra che in Cub ci sia una maggiore considerazione per il lavoro di militanza svolto a titolo gratuito e non ci sia l’arroganza con la quale siamo stati trattati in Usb.
Avete deciso di condividere la sede e la costruzione della Cub con i lavoratori immigrati. Una scelta importante in un momento storico in cui i lavoratori immigrati subiscono gli attacchi più pesanti. Spiegateci le ragioni di questa decisione. TERESA: il Coordinamento migranti federato Cub è una potenza in termini di numeri a Verona. A Vicenza manca un serio riferimento per i lavoratori migranti quindi è senz’altro un’opportunità partire assieme condividendo i servizi rivolti a tutti i lavoratori.
PATRIZIA: l’antirazzismo e l’unità internazionale dei lavoratori sono per me due concetti basilari e questi valori sono condivisi fra noi e con gli altri compagni con cui ci siamo impegnati a costruire/ricostruire la Cub a Vicenza. Inoltre il “Coordinamento Migranti di Vicenza”, appoggiato da quello di Verona, stava già compiendo i primi passi per l’apertura di uno sportello a Vicenza, proprio qualche settimana prima dell’assemblea nazionale di “Unire le lotte” di Rimini del 4 dicembre scorso, quando abbiamo deciso di uscire da Usb e confluire nella Cub. Alcuni compagni immigrati hanno partecipato all’assemblea e portato il loro contributo. E’ stata una scelta naturale quella di unirci in un’unica sede e condividere il percorso: una situazione che è apprezzata dai lavoratori nostri iscritti e che, ne sono certa, ci renderà reciprocamente più forti.
Quali sono state le reazioni dei dirigenti di Usb?PATRIZIA: la reazione dei dirigenti Usb alla nostra uscita è in linea, nei modi e nei contenuti, con il loro comportamento precedente che è stato uno dei motivi della nostra scelta di tornare alla Cub.
TERESA: sono le solite reazioni di tipo intimidatorio, da noi già riscontrate in passato e già messe in conto: volantini inviati nei posti di lavoro dove venivamo derise e colpite dal punto di vista personale; anche la Cub è stata presa di mira pesantemente. Abbiamo scelto di non rispondere alle provocazioni: è un atto di superiorità che alla fine paga in termini di consenso. A noi interessano i fatti e risponderemo con i fatti. Del resto in Comune di Vicenza ci siamo guadagnate una certa fama io e Patrizia: ci dicono tutti che è meglio averci come amiche che come nemiche! Usb sei avvisata!
PATRIZIA: l’antirazzismo e l’unità internazionale dei lavoratori sono per me due concetti basilari e questi valori sono condivisi fra noi e con gli altri compagni con cui ci siamo impegnati a costruire/ricostruire la Cub a Vicenza. Inoltre il “Coordinamento Migranti di Vicenza”, appoggiato da quello di Verona, stava già compiendo i primi passi per l’apertura di uno sportello a Vicenza, proprio qualche settimana prima dell’assemblea nazionale di “Unire le lotte” di Rimini del 4 dicembre scorso, quando abbiamo deciso di uscire da Usb e confluire nella Cub. Alcuni compagni immigrati hanno partecipato all’assemblea e portato il loro contributo. E’ stata una scelta naturale quella di unirci in un’unica sede e condividere il percorso: una situazione che è apprezzata dai lavoratori nostri iscritti e che, ne sono certa, ci renderà reciprocamente più forti.
Quali sono state le reazioni dei dirigenti di Usb?PATRIZIA: la reazione dei dirigenti Usb alla nostra uscita è in linea, nei modi e nei contenuti, con il loro comportamento precedente che è stato uno dei motivi della nostra scelta di tornare alla Cub.
TERESA: sono le solite reazioni di tipo intimidatorio, da noi già riscontrate in passato e già messe in conto: volantini inviati nei posti di lavoro dove venivamo derise e colpite dal punto di vista personale; anche la Cub è stata presa di mira pesantemente. Abbiamo scelto di non rispondere alle provocazioni: è un atto di superiorità che alla fine paga in termini di consenso. A noi interessano i fatti e risponderemo con i fatti. Del resto in Comune di Vicenza ci siamo guadagnate una certa fama io e Patrizia: ci dicono tutti che è meglio averci come amiche che come nemiche! Usb sei avvisata!
Il governo Monti sta massacrando i lavoratori, compresi quelli del vostro settore, il Pubblico impiego. Usb, anziché alzare il livello dello scontro, ha addirittura sospeso e rimandato lo sciopero. Come spiegate questa improvvisa svolta moderata? TERESA: non ci sono commenti sufficienti per noi delegati che tutti i giorni ci mettiamo la faccia in quello che facciamo per i lavoratori: è stata molto imbarazzante, e forse determinante per la nostra uscita da Usb, questa scelta incomprensibile. Sono girati in web diversi appelli di attivisti Usb per chiedere ai vertici di aderire allo sciopero del 19 dicembre scorso, ma tutto è rimasto inascoltato. La contropartita per Usb però è arrivata in tempi rapidi; il 14 dicembre infatti è stato siglato l’accordo Aran che dà il via libera alle elezioni Rsu del pubblico impiego con i vecchi comparti; Usb ha avuto la certezza di non perdere le sue poltrone e i suoi permessi legati appunto alla maggiore rappresentatività nel pubblico impiego. E’ anche così che si svendono i lavoratori!
PATRIZIA: sono d’accordo con Teresa. Quando un’organizzazione che dice di essere dalla parte dei lavoratori, della classe operaia, dei più deboli, ecc. antepone la possibilità di ottenere un incontro con qualche Ministro o Presidente, presentarsi ad una elezione rsu, pagarsi una sede, un distacco sindacale, i propri privilegi piccoli o grandi che siano alla lotta intransigente contro il padrone e il governo, allora quell’organizzazione vende i lavoratori e diventa, nei fatti, pagata dal padrone e dal governo.
PATRIZIA: sono d’accordo con Teresa. Quando un’organizzazione che dice di essere dalla parte dei lavoratori, della classe operaia, dei più deboli, ecc. antepone la possibilità di ottenere un incontro con qualche Ministro o Presidente, presentarsi ad una elezione rsu, pagarsi una sede, un distacco sindacale, i propri privilegi piccoli o grandi che siano alla lotta intransigente contro il padrone e il governo, allora quell’organizzazione vende i lavoratori e diventa, nei fatti, pagata dal padrone e dal governo.
Cosa dite ai tanti attivisti onesti di Usb che hanno sostenuto la campagna contro l’espulsione di Fabiana Stefanoni?TERESA: uscite subito da Usb prima che si sfasci tutto; i vertici nazionali sono deleteri per la crescita di un sindacato sano, libero, democratico e di classe.
PATRIZIA: Aggiungo a quanto dice Teresa che noi desideriamo lavorare e appoggiare le lotte di tutti i lavoratori, siano essi della Cgil siano di Usb. Non è la base il nostro avversario ma sono i padroni e i burocrati sindacali che frenano le lotte e che si collocano al di sopra e, alle volte, contro i lavoratori che dicono di voler difendere. La nostra sede sindacale sarà aperta a tutti i lavoratori che desiderano unirsi a noi per una lotta comune: non è certo la base di Usb o della Cgil che contestiamo, anzi desideriamo l’unione del sindacalismo di base e di tutti i lavoratori.
PATRIZIA: Aggiungo a quanto dice Teresa che noi desideriamo lavorare e appoggiare le lotte di tutti i lavoratori, siano essi della Cgil siano di Usb. Non è la base il nostro avversario ma sono i padroni e i burocrati sindacali che frenano le lotte e che si collocano al di sopra e, alle volte, contro i lavoratori che dicono di voler difendere. La nostra sede sindacale sarà aperta a tutti i lavoratori che desiderano unirsi a noi per una lotta comune: non è certo la base di Usb o della Cgil che contestiamo, anzi desideriamo l’unione del sindacalismo di base e di tutti i lavoratori.

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