sabato 14 gennaio 2012

Clientele italiane - E - il mensile online

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Trentasettesimo giorno. Giuseppe Gison, Carmine Rotatore e Oliviero Cassini sono ancora sulla torre faro della stazione Centrale di Milano e, con una determinazione impensabile, continuano a sfidare il freddo meneghino e la Trenitalia. Sono l’orgoglio degli altri ottocento compagni licenziati in tutta Italia lo scorso 11 dicembre. Oggi, dall’alto della torre hanno aperto una conferenza stampa alla quale sono intervenute anche organizzazioni e cittadini solidali. Le attese della vigilia erano le migliori, e le voci che circolavano facevano pensare a uno sblocco della vertenza e alla discesa dei tre lavoratori dal traliccio. «So che vi aspettavate che saremmo stati in mezzo a voi oggi», ha detto dal megafono Rotatore. «Qualcosa si sta muovendo, ma ancora non possiamo dire di più. Stiamo tenendo duro e sappiamo che ne vale la pena. Quotidianamente tanti comuni d’Italia i consigli comunali inseriscono un ordine del giorno sui treni notte e sulla necessità che siano ripristinati. Quello che manca è il parere del presidente della Repubblica. Sollecitiamo Giorgio Napolitano affinché assicuri che i 150 anni dell’unità d’Italia non sia solo una cosa mediatica. Presidente faccia sentire la sua voce».

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