LE PANZANE DI GIAMPAOLO PANZA
(Sulle Infamie di un Pennivendolo Fallito)
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Il Gelatinoso Panza negli anni '70 faceva l'apologia della Lotta di Liberazione Partigiana mentre ora, in un epoca in cui regna l'ignoranza e prevale la sottocultura di destra, scrive libri infami carichi di menzogne. Perchè?
Forse perchè negli anni '70 avrebbe rischiato il linciaggio a propagandare spazzatura di questo genere. E i soldini allora si facevano scrivendo la verità. Adesso che Berlusconi e i neo-post fascisti fanno scuola e fanno "banco" i soldi si fanno con l'anticomunismo viscerale e la Resistenza è ormai argomento sconosciuto nelle scuole e in gran parte della società.
Quando ci fu la famigerata azione di contestazione da parte dei compagni del Collettivo Militant a Reggio Emilia in occasione della presentazione dell'infame libro del vischioso Panza: "La Grande Bugia" (dove la grande bugia sarebbe la Resistenza...) nel Movimento si sviluppò un vivace dibattito sul come intervenire per far si che il verme Panza non possa continuare a spargere il suo veleno impunemente.
Da dove partire? Dalla Grande Menzogna, magari.
Tenendo presente che Panza è uomo furbo. Provate voi a fare quello che sta facendo lui e vediamo se riuscite ad ottenere gli stessi onori mediatici. Provate voi a scrivere libelli senza capo né coda, senza competenza storica, in malafede. Provate voi ad atteggiarvi a storici di professione senza contestualizzare un solo evento raccontato, magari dinanzi ad un professore universitario, e vediamo se non vi rimanda al prossimo appello! Provate voi a demolire le fondamenta ideali della Resistenza sostenendo di riabilitarne la verità. Sareste derisi, giustamente. Invece al nostro uomo tutto va bene: viene considerato, apprezzato, elogiato. In prima e in seconda serata, in Tv,in Radio,sui giornali e tutti fanno a gara per ospitarlo. E' passato tranquillamente dal revisionismo al rovescismo (ora i "buoni" sono i torturatori repubblichini della X Mas e le Brigate Nere e i "cattivi" viene da sè i combattenti partigiani).
Strumentalizza le sacrosante contestazioni che subisce per fare del vittimismo (anche se, da parte nostra, massima solidarietà e sostegno va ai contestatori, qualsiasi metodo usino) e il suo conto in banca cresce esponenzialmente.
Ma che cosa contesta il flaccido Panza alla Resistenza?
Gli eccessi, i regolamenti di conti nel Triangolo Rosso ToscoEmiliano, quelli della Volante Rossa e i giustiziati del periodo ’43-’47.
Tutti elementi già emersi in sessant’anni di storiografia ufficiale, ma che appaiono innovativi ed inediti solo grazie alla malafede dei suoi propagatori e all’incompetenza totale dei riceventi.
Il Triangolo rosso, la Volante Rossa, le Foibe, significano esattamente questo.
Da comunisti non riusciamo, pur sforzandoci, a trovare elementi della nostra storia di cui vergognarci di fronte ai fascisti e ai loro pifferai magici!
Rivendichiamo tutti gli “eccessi” di cui Panza ci accusa! Rivendichiamo una dimensione altra, antagonista e conflittuale del filo rosso che ci lega alla Resistenza ed alla lotta Partigiana.
Rivendichiamo la nostra diversità radicale e ci arroghiamo il diritto di contestare chiunque, tanto nel nome della verità quanto dell'avversione ad una pretestuosa “pacificazione nazionale”, anticamera alla riabilitazione del fascismo.
Per questo e molto altro riteniamo delittuosa la scelta di un pennivendolo qualunque di cavalcare il mercato editoriale utilizzando, come pretesto, la demolizione sistematica della Memoria.
Proprio nel momento storico in cui la devastazione avviene ad ogni livello della vita pubblica.
Collettivo LA SCiNTiLLA - Ventimiglia

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