CAMPI
DI SOLE 12 febbraio 2012
L’aggressione al territorio agricolo del
comune di Piombino da parte delle energie rinnovabili, circoscritto all’area
intorno alla foce del Cornia non trova pace.
Cosi’ dopo i due impianti Eolici da 18 e 6
Mw, con delibera di Giunta n.1126
il 12 dicembre 2011 la Regione Toscana ha dato parere favorevole con
prescrizioni di compatibilita’ ambientale al progetto di realizzazione del mega
campo fotovoltaico proposto dalla ditta Officine Elettriche Balsini srl.
L'area interessata dal progetto è situata in località Bocca di Cornia,
all'interno di un triangolo delimitato (vedi foto
allegata) ad est dall'argine del Fiume Cornia, a sud
dalla S.P. 23 bis “Strada della Base Geodetica” e ad ovest dal Fosso del Cornia
Vecchio, che corre lungo la S.S. 398; la superficie totale del lotto è di circa
47 ettari, di cui circa 25 sono occupati
dal campo fotovoltaico e nei restanti 22 sono previste attività
agricole-pastorali ed una vasca di compensazione, trattandosi di zona a rischio
idraulico notevole.
L'impianto è suddiviso in tre sezioni distinte da 6 MW ciascuna, per un
totale di 60.390 pannelli fotovoltaici connessi in serie e installati ad
un'altezza di 1,2 m da terra, mediante una struttura collegata al terreno con
pali a vite profondi 1,60 m; l'altezza
totale delle lavagne, inclinate di 30° rispetto al terreno, è pari a 3,9m.
Il Regolamento Urbanistico del Comune di Piombino, prevede che questi impianti possano essere
consentiti “nelle sottozone
agricole E1 a ridotta capacità produttiva, caratterizzate da fenomeni di
ingressione del cuneo salino”.
Questa norma accompagnata da nessuna azione
concreta dei Comuni volta alla diminuzione del cuneo stesso, dovuto all’eccessivo emungimento della
falda a causa delle numerose perdite nell’acquedotto, stimate nell’ordine del
40% che obbligano a emungere ed immettere nella rete idrica un quantitativo di
acqua superiore alle effettive necessita’ della popolazione, di fatto da
via libera all’abdicazione dell’agricoltura e alla semina di pannelli e pale
eoliche.
Sempre per quanto riguarda
la risorsa idrica, il progetto prevede la pulizia dei pannelli da effettuare
due volte all'anno per un totale di 75 giorni, con approvvigionamento dall'acquedotto comunale e trattamento di
demineralizzazione.
In ultima analisi assistiamo ad un “accanimento
terapeutico” intorno ad un area che presenta gia’ un profilo confuso tra
zone industriali e zone protette, su cui andrebbero ad insistere: 23 torri
eoliche di oltre 120 metri, 25 ettari di pannelli fotovoltaici, il terminale di
arrivo del metadonotto algerino GALSI, ubicato in gran parte nell’area contigua
della riserva naturale Orti-Bottagone, (vedi foto
allegata) con approdo nell’ambito della spiaggia certificata
Bandiera Blu della costa est, e l’eventuale bretella 398 fino al porto
nell’ambito del completamento dell’autostrada Tirrenica.
La mancanza di pianificazione salta all’occhio, le energie rinnovabili
sono da difendere ma in primis devono essere soggette a localizzazione da parte
delle Amministrazioni che, una volta individuate le aree adeguate, danno via
libera alle aziende private che vogliono investirci e non viceversa, altrimenti si ottiene solo un ampliamento del
degrado ambientale a favore della mera speculazione.
Giuliano Parodi
Responsabile Enti Locali
PRC Federazione Elba-Val
di Cornia

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