lunedì 13 febbraio 2012

Comunicato sull’aggressione di fascisti e polizia agli antifascisti massesi di sabato 11.02.12 (CARC)


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12.02.12

Comunicato sull’aggressione di fascisti e polizia agli antifascisti massesi di sabato 11.02.12
Sabato pomeriggio a Massa è avvenuta una grave aggressione fascista ai danni di alcuni compagni che erano in piazza per lottare contro l’agibilità lasciata dalle Istituzioni a organizzazioni come Forza Nuova e Casa Pound, tra le cui fila si annidano assassini come Gianluca Casseri (militante di Casa Pound Pistoia), autore della strage razzista di Firenze.
Di seguito riportiamo la nota stampa divulgata dalle sezioni Salvetti e Francini di Massa del Partito dei Carc:
“A margine della mobilitazione antifascista di sabato 12, con la quale diverse centinaia di antifascisti fra  lavoratori, immigrati, sinceri democratici, consiglieri comunali si sono opposti per ore alla parata fascista organizzata da Casa Pound si è consumata una vera e propria aggressione fascista premedita. Infatti circa una trentina di fascisti armati di bastoni e guidati dal segretario provinciale di Forza Nuova Francesco Mangiaracina e da suo padre, hanno aggredito gli antifascisti che conclusosi la mobilitazione si stavano allontanando alla spicciolata. La squadraccia nera è fuoriuscita  dalla galleria Buonarotti, dove si trova la loro sede, e ha iniziato a bastonare i piccoli gruppi di compagni che mano a mano tornavano alle loro auto. Singolare il fatto che fino a pochi minuti prima l’ingresso della galleria fosse presidiato da un nutrito cordone di forze dell’ordine, alcuni testimoni oculari hanno visto pochi minuti prima dell’aggressione uomini in divisa ridere e scherzare col gruppo di squadristi armati di bastoni. La violenza dei fascisti è stata brutale, il compagno Enrico Ricci segretario della sezione Alfredo Francini del nostro partito, è stato gettato a terra e colpito con calci in testa e bastonate da un gruppetto di 6-7 squadristi, solo il coraggioso intervento di un paio di compagni lo ha sottratto da un vero e proprio linciaggio. Mentre la squadraccia nera si ritirava nel loro covo, sono sopraggiunte le forze dell’ordine che hanno brutalmente caricato tutti i presenti. Questo è quello che è successo a margine della mobilitazione di Massa: una vera e propria azione squadrista guidata dai più alti responsabili locali di Forza Nuova. Quello che è successo deve essere la goccia che fa traboccare il vaso e che impone a questa amministrazione una sola ed unica parola d’ordine rispetto alle organizzazioni neofasciste: Chiudere Casa Pound e Forza Nuova, impedire ogni agibilità politica ai fascisti! Un’amministrazione comunale che ha a cuore i valori dell’antifascismo e la sicurezza dei suoi cittadini non può non adoperarsi in questo senso. E’ necessario che l’amministrazione intervenga anche con misure d’emergenza se necessario per impedire l’agibilità politica ai fascisti. Certo per muoversi in questo senso e riuscire di fatto ad impedire ogni agibilità politica ai fascisti è necessario rompere con la consuetudine della politica ordinaria e coi suoi regolamenti. Ma del resto, nella situazione di crisi nella quale ci troviamo oggi, un amministrazione che non riesce a rompere con la consuetudine della politica  e dei suoi regolamenti non riuscirà a garantire più nulla in ogni campo. Pareggi di bilancio patti di stabilità ecc sono vincoli che oggi sono incompatibili con qualsiasi forma di giustizia sociale e col garantire le condizioni minime di benessere: lavoro, sanità, servizi ecc. Ci adopereremo quindi nei prossimi giorni affinché l’amministrazione si adoperi con ogni misura per portare avanti questa battaglia.”
Da questa testimonianza emerge come le realtà antifasciste di Massa, che sono scese in piazza per difendere i valori di democrazia conquistati con la Resistenza,  siano state oggetto di un’imboscata a cui hanno preso parte fascisti locali e di altre città toscane e a cui hanno contribuito attivamente le forze dell’ordine (proprio come fecero i carabinieri quando collaboravano con le squadracce delle camice nere, durante il ventennio).
Questa operazione sporca non può passare sotto silenzio! Il nostro compagno Enrico Ricci ha riconosciuto con chiarezza alcuni dei suoi aggressori: Francesco Mangiaracina (segretario provinciale di Lotta Studentesca) e suo padre, entrambi armati di bastone. Questi fascisti, già conosciuti in città per atti di razzismo, verranno denunciati.
I fascisti e le forze dell’ordine hanno ferito diverse persone e di queste due sono stati ricoverate in ospedale. In particolare i fascisti si sono accaniti contro il compagno Ricci con furia omicida, colpendolo alla testa, e avrebbero insistito se non fosse intervenuto il compagno Mirko Panti di Empoli, che a sua volta è stato aggredito dai poliziotti, che è l’altro compagno ricoverato in ospedale. Non fosse intervenuto, potevamo avere un altro assassinio dei fascisti in Toscana, dopo quelli ad opera del nazista Casseri.
Questi sono i fascisti che vengono appoggiati e lasciati liberi di girare per le strade armati, come è successo con il Casseri, a cui lo stesso Questore di Pistoia Maurizio Manzo ha consegnato il porto d’armi, nonostante fosse un militante dell’organizzazione apertamente fascista e razzista Casa Pound.
Le Istituzioni di Massa, sindaco Pucci in primis, hanno fatto il gesto di vietare il corteo che i fascisti avevano in programma per sabato, ma non hanno avuto il coraggio di vietare loro anche il presidio. Le Istituzioni continuano a sostenere che tutti hanno pari dignità di espressione: sostenendo questo non si fa altro che calpestare i valori della Resistenza Antifascista e la stessa Costituzione italiana, che non prevedere nessun diritto di essere fascisti o razzisti. Pucci e la sua Giunta si riconoscono nella Costituzione o no? Devono dirlo una volta per tutte!
Lasciare l’agibilità ai fascisti vuol dire lasciare libertà di movimento a squadracce di provocatori disponibili a fare da manovalanza nell’attacco a lavoratori, studenti e immigrati. L’aggressione di sabato a Massa questo lo dimostra chiaramente: infatti non è un caso che gli aggressori abbiano puntato direttamente su Enrico Ricci, promotore della lotta contro lo smantellamento della sanità pubblica nella zona di Massa Carrara. I fascisti non colpiscono a caso!
A Massa come a Bergamo come nel resto d’Italia un regime che non è in grado di dare alle masse popolari del nostro paese altro che miseria e repressione tenta di giocare di nuovo la carta dei fascisti. Sono le “prove di fascismo” che si associano all’attacco del regime di Monti e di Marchionne contro i diritti democratici conquistati con la Resistenza e sanciti dalla Costituzione. La lotta contro le prove di fascismo è la stessa lotta contro l’attacco del governo Monti alle masse popolari italiane. Le mille inziative per fare chiudere le case Pound e i covi fascisti e la mobilitazione del 18 febbraio della FIOM sono la stessa lotta!  
Il sindaco Pucci e la sua Giunta se non sono in grado di difendere i valori dell’antifascismo contenuti nella Costituzione, devono dare le dimissioni!!!
Se non sono in grado di garantire un lavoro utile e dignitoso per tutti, ma lasciamo che fabbriche come la Eaton chiudano e licenzino in tronco tutti i lavoratori, se assistono impassibili allo smantellamento della sanità pubblica, al dissesto del territorio e alla privatizzazione dei Beni Comuni (alla faccia del referendum dello scorso giugno), allora veramente devono dare le dimissioni!!!
Chi è connivente con i fascisti e le forze reazionarie, chi accetta la corruzione senza dare battaglia, chi dà la priorità al rispetto dei Patti di stabilità rispetto alla sicurezza, al benessere e la dignità delle masse popolari, non può amministrare le nostre città!!!

Tutti gli esponenti della società civile, gli antifascisti devono prendere l’iniziativa esprimendo la loro solidarietà ai compagni colpiti dall’imboscata di sabato pomeriggio (è possibile mandare messaggi alla mail: carcms.francini@carc.it).
Chiunque sia in possesso di video, foto o testimonianze dell’aggressione subita dagli antifascisti è pregato di contattarci alla mail riportata sopra oppure telefonando ai numeri: 3936198235  3202977465


Figura 1 Francesco Mangiaracina, uno degli aggressori riconosciuti dai compagni

Chiudere i covi fascisti è un dovere dell’Amministrazione Comunale: se questa non fa il suo dovere lo dovranno fare i sinceri democratici e tutti gli antifascisti!!!
Trasformiamo questa aggressione in un’occasione per affermare la necessità di una Amministrazione Comunale di Emergenza a Massa, come in ogni città. Diciamo basta con questo sistema che ci ha trascinato nella crisi.
Facciamo confluire questa battaglia nella lotta per la cacciata del Governo Monti e per la costruzione di un Governo di Blocco Popolare!!!
Partecipiamo tutti e tutte alla manifestazione del 18 febbraio della FIOM a Roma! Uniamo la resistenza delle masse popolari e dei lavoratori contro il governo Monti alla lotta per cacciare i fascisti dalle città e dalla storia!

INVITIAMO A SPEDIRE UN MESSAGGIO AL SINDACO DI MASSA A
O UN FAX AL NUMERO: 058541245

N FAX AL: 058541245UN FAX AL 0585 41245PROPONIAMO IL TESTO CHE SEGUE
Protestiamo contro l’attacco fascista a chi ha preso parte alla dimostrazione contro Casa Pound a Massa, contro le forze di polizia che difendono i fascisti, che li lasciano agire indisturbati, che intervengono a loro sostegno, e contro tutte le forze politiche e istituzionali che si ostinano a non riconoscere e quindi a non rispettare la Costituzione che vieta l’apologia del fascismo e la ricostituzione di organizzazioni fasciste. La invitiamo quindi per la carica istituzionale che riveste a garantire il rispetto della Costituzione, a adottare le misure necessarie per la chiusura di Casa Pound nella città che lei ha avuto mandato di amministrare dai cittadini, città medaglia d’oro della Resistenza, a prendere posizione chiara sui fatti dell’11 febbraio a sostegno di chi, dato che le istituzioni non lo fanno, a proprio rischio si muove perché sia rispettata la Costituzione e chiusa ogni possibilità ai fascisti di dare espressione alla propria ideologica aberrante, di riorganizzarsi e di uccidere.  

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