venerdì 2 marzo 2012

Acqua, il ministro Clini alla Regione Toscana: "Stop con i profitti dei privati, attuate il referendum"



Comunicato stampa
perUnaltracittà - lista di cittadinanza


Acqua, il ministro Clini alla Regione Toscana: "Stop con i profitti dei privati, attuate il referendum"
De Zordo: "Gli enti locali tornino nella legalità e ascoltino i cittadini che hanno deciso la ripubblicizzazione"


A seguito dell'incontro ottenuto il 23 febbraio con l'iniziativa Occupy Clini dal
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua con il Ministro dell'Ambiente ( https://twitter.com/#!/AcquaBeneComune) nel corso del quale sono state poste alcune precise richieste in merito ai referendum sull'acqua dello scorso giugno e al rispetto degli esiti dello stesso, qualcosa di importante è successo: una nota pubblicata sul sito del Ministero e una lettera ufficiale indirizzata al presidente dell’Autorità dell’energia e a tutti i presidenti delle regioni nelle quali si dice di dare seguito al referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua e fermare la speculazione e le rendite dei privati che gestiscono gli acquedotti italiani. Scrive testualmente il ministro: "La tutela e la gestione efficiente delle acque richiedono investimenti e manutenzioni impegnativi, a patto che non generino vantaggi speculativi e rendite finanziarie per i gestori dei servizi", e aggiunge che è pertanto necessario "riordinare complessivamente la gestione del sistema idrico italiano dando attuazione al referendum del giugno scorso, come espressamente indicato dalla Corte costituzionale con la sentenza 26/2011."


Cosa aspetta il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, oggi sollecitato dal Governo che gli chiede di rispettare la legge, visto che la Regione Toscana, a partire dall'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini, nulla ha fatto nonostante siano passati ben otto mesi dal voto referendario in cui la stragrande maggioranza degli italiani ha chiesto la ripubblicizzazione dell'acqua? I cittadini chiedono certezza delle norme e rapidità di azione. Perché niente è stato fatto fino ad oggi?

Anche a Firenze si continua a negare l'evidenza dei risultati referendari e Publiacqua rimane a disposizione dei profitti dei privati a scapito dei diritti dei cittadini e delle loro tasche. Indipendentemente dalla retorica spesa, un'amministrazione che temporeggia e non attua la volontà popolare non fa altro che allargare il solco tra la politica dei partiti e il desiderio di partecipazione del popolo nella gestione dei beni comuni.

Mentre i cda delle partecipate toscane restano saldamente in mano a manager privati e a politici riciclati o di secondo piano, altrove ci si è mossi:
è di questi giorni la notizia che l'ATO dell'Alto Veneto ha deliberato di scorporare il 7% in bolletta a seguito dell'esito del referendum, mentre in una città come Napoli la Arin spa è diventata Consorzio pubblico Abc e gli utili del servizio idrico saranno reinvestiti e le tariffe adattate al reddito degli utenti. L'altrapolitica ha battuto così l'antipolitica dei partiti tradizionali. La trasformazione da spa in azienda speciale di diritto pubblico è stata infatti il frutto di un positivo confronto tra esperti di diritto, movimento referendario, cittadini e amministratori durato tre mesi. A Napoli il nuovo cda del consorzio pubblico Abc è costituito da 5 persone: tre tecnici e due esponenti dei movimenti, mentre è stato costituito un comitato di sorveglianza composto da rappresentati degli utenti e dagli stessi lavoratori.




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