Sirti , azienda che si occupa, di telecomunicazioni, reti di energia, sistemi elettroferrotranviari, si è presentata al tavolo di trattativa al Ministero del Lavoro dove l'azienda si è presentata semplicemente con una comunicazione in cui diceva di voler aprire una procedura di cassa integrazione straordinaria per crisi. 1000 lavoratori su un totale di 4000 di cui 110 in Toscana nei tre stabilimenti di Pisa, S. Vincenzo e Sesto Fiorentino dove risultano circa 50 lavoratori.
700
le lettere già arrivate ad altrettanti lavoratori per la procedura di cassa
integrazione per crisi.
La
preoccupazione tra i lavoratori Sirti è ancora più motivata se viste alla luce
della modifica dell'articolo 18 prevista nella riforma del Lavoro. Un primo
banco di prova ancora prima che l’iter della Legge sia concluso,ci da la cifra
di quello che potrà succedere non appena daranno il via libera al licenziamento
senza il reintegro obbligatorio dei lavoratori. Chi dovrà dimostrare che la crisi aziendale è reale e non un modo per delocalizzare
manodopera e abbassare i diritti
dei lavoratori che sono già attualmente assunti dalla Sirte? La
vertenza Sirti sarà seguito da iniziative di protesta che i sindacati ed i
lavoratori effettueranno anche
allo stabilimento Sesto
Fiorentino «Il nostro obiettivo principale – ha dichiarato la Fiom Cgil - è quello di riportare l'azienda ad un
tavolo e riprendere la trattativa per poter giungere ad un accordo e
scongiurare gli scenari più neri».
Rifondazione
Comunista denuncia l’arroganza dell’azienda nel porsi al tavolo di trattativa
Ministeriale e chiede se è questa
la responsabilità sociale dell’attuale classe di industriali sostenuta da
Confindustria? O piuttosto si
preferisce la prova di forza alla Marchionne, che come si fede, produce
un’accelerazione sociale drammatica della crisi ma nessun beneficio economico sul versante degli
investimenti e della crescita dei redditi.
Gli scriventi Consiglieri Provinciali dichiarano la propria solidarietà a tutti i lavoratori della Sirti e si attivano con il proprio impegno a sostegno della vertenza in corso, chiedono al presidente della Provincia e all’Assessore competente di riferire dettagliatamente sulla vicenda che vede il rischio del licenziamento di altri mille lavoratori sul territorio nazionale di cui una cinquantina sulla provincia di Firenze , nel comune di Sesto Fiorentino.
Chiediamo di sapere
inoltre se la Provincia è stata coinvolta, per quanto di sua competenza, nella
vertenza Sirti e se sussistono le
risorse in accordo con la Regione Toscana e l’Amm.ne
Comunale di sesto F.no, per attivare gli ammortizzatori sociali a sostegno dei
salari e redditi dei lavoratori, che saranno ritenuti in esubero.
Contestualmente il
PRC richiede un intervento immediato sul piano dell’iniziativa istituzionale affinché
la proprietà della Sirti assuma comportamenti
responsabili e consoni alla gravità della crisi, non approfittando della
attuale congiuntura politica che con la modifica in corso dell’art 18 della legge 300/70 potrebbe,
in questa fase, essere usato come
un grimaldello sui diritti dei lavoratori.
Andrea Calò Lorenzo Verdi
(Rifondazione comunista)

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