CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA
GRUPPO CONSILIARE “FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – VERDI”
Il solo comune di Firenze vota la privatizzazione di ATAF in assemblea dei soci. Sgherri:”l’accelerazione prima della gara regionale – denunciata anche dai sindaci che non hanno condiviso la scelta – rafforza il dubbio che le vere ragioni della privatizzazione e della sua accelerazione possano risiedere nei benefici che il futuro socio privato di ATAF potrebbe avere nella nuova azienda unica regionale”
Firenze, giovedì 12 gennaio. “Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi! Quanto accaduto nell’assemblea dei soci Ataf, nella quale il solo comune di Firenze ha votato per l’avvio della privatizzazione dell’azienda di trasporto dando un accelerata al processo, quindi prima della gara regionale di affidamento del tpl, fa emergere il forte dubbio che la vera ragione della privatizzazione di Ataf possa risiedere in uno scenario che vede il futuro socio privato spendere poco per entrare in Ataf (visto che è azienda in deficit) per poi ritrovarsi – dopo la gara regionale - bellamente nella compagine societaria della nuova azienda regionale di trasporto che invece avrà una condizione di bilancio – e relativo valore – assai maggiori.”
Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale –. “Avevamo sempre dubitato – prosegue Sgherri – nel merito delle ragioni addotte per la privatizzazione di Ataf: a fronte dell’amministrazione e del sindaco fiorentini che imputavano le responsabilità del deficit al costo dei lavoratori e dei loro presunti “privilegi” dimenticando quelle – le vere e principali - delle amministrazioni comunali che si sono succedute per il mancato aumento della velocità commerciale - unica via per ottenere risparmi di gestione e incremento dei servizi – la domanda che sorgeva era il perché della corsa alla privatizzazione, senza nessuna garanzia per i lavoratori, prima della gara unica regionale per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico e la riorganizzazione capillare della rete, domande che i sindaci – che pur non si sono dichiarati contrari alla privatizzazione – si sono posti e con la quale hanno motivato la non condivisione della scelta in sede di assemblea dei soci. Il dubbio sul ruolo che si voglia far giocare al futuro socio privato di Ataf quindi si rafforza.”
“La vicenda – conclude Sgherri - e i risvolti che fa emergere rafforzano la bontà delle ragioni dei lavoratori in lotta ai quali diamo la nostra piena solidarietà e sostegno. Su questo tema e questa vicenda – e sulle sue implicazioni – presenteremo a breve un interrogazione ad hoc”.

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