martedì 28 agosto 2012

Newsletter PRC n.110


Newsletter PRC n.110

Il lavoro tradito. La guerra dei minatori

di Luciano Gallino - 28.08.12La chiusura ventilata della Carbosulcis avrà forse delle ragioni economiche, ma per diversi aspetti ha un forte contenuto politico, e un non meno rilevante potenziale di innovazione del modello industriale. Se le ragioni economiche finissero per prevalere sulle altre, come rischiano di prevalere, sempre in Sardegna, nei casi dell’Alcoa, dell’Euroallumina, della Portovesme, le relazioni industriali in Italia farebbero un altro passo all’indietro, e le spinte a innovare qui e ora un modello industriale superato subirebbero un lungo rinvio. Il contenuto politico deriva dal fatto che si tratta di minatori. La memoria non può non andare al durissimo attacco che venne sferrato dal governo Thatcher nel 1984-85 contro il sindacato nazionale dei minatori, il più forte del Paese. Leggi tutto

Guerra all'Iran e profitti sulle armi

di Vincenzo Borriello - 28.08.12A volte basta poco per fare soldi, una notizia fatta trapelare, come quella di un possibile conflitto con l’Iran, per esempio, è vedi triplicare i tuoi incassi. É successo agli Stati Uniti d’America che nell’anno 2011 hanno venduto armi per 66,3 miliardi dollari. Si tratta d una cifra che rappresenta più di trequarti del mercato globale, per quanto riguarda la vendita di armamenti. Decisamente inferiori erano state le vendite nel 2010, con appena 21,4 miliardi di dollari e nel 2009 con 31 miliardi di dollari. Gli acquirenti sono tutti paesi “amici”: Arabia Saudita, Emirati Arabi e Oman. Un appunto, il numero più alto di terroristi islamici arriva proprio da quelle parti. Nonostante questo, tali paesi non fanno parte della lista degli “Stati Canaglia”. I motivi sono facilmente intuibili. Insomma, gli USA hanno riempito di armi il Medio Oriente. Leggi tutto

Sel accetta lo spartiacque rigorista?

di Alfonso Gianni - 28.08.12Quello che colpisce negativamente in questo dibattito aperto nel campo della sinistra alla sinistra del Pd, giustamente infervoratosi dopo l’annuncio di un’intesa, pur tra mille distinguo e precisazioni successive, tra Vendola e Bersani, è la primazia data alla questione delle alleanze e alla legge elettorale, rispetto alle grandi questioni di programma attorno alle quali si dovrebbe costruire tanto un’ipotesi di governo di centrosinistra quanto quella della costruzione di un’opposizione di sinistra a un eventuale esecutivo di grande coalizione in salsa italiana. In entrambi i casi, ponendosi infatti come tra loro alternativi, la scelta dovrebbe essere determinata in primo luogo dal cosa fare rispetto al come e al con chi. Qualche attenuante c’è dal momento che vige un’incertezza di quadro politico e istituzionale senza precedenti. A pochi mesi dal voto non si sa con quali regole del gioco la competizione elettorale verrà tenuta. Leggi tutto

Il pensiero unico del centrosinistra

di Roberto Musacchio - 28.08.12Se il neoliberalismo, come pare, sta riuscendo a sopravvivere anche a quella che è stata detta la sua grande crisi, veramente la lotta contro il pensiero unico cui ci richiama l'appello pubblicato dal manifesto, chiama in causa direttamente la politica, come ha scritto Alfonso Gianni. Se impressiona la subalterna uniformità del mondo dell'informazione alla narrazione neoliberale, cosa dire allora dei voti plebiscitari a provvedimenti cardine della costituente neoliberale europea in atto, come nel caso del Fiscal Compact? Tale è la portata di questo provvedimento che se si vuole prendere sul serio la lotta al pensiero unico non si può che trarre la conseguenza che chi lo ha votato non può esserne parte, almeno fino a che resterà nell'attuale forma politica. Leggi tutto

Legge elettorale: si rinvia ancora

di A. Fab. - 28.08.12«L'accordo c'è e fra poco verrà comunicato». La sfortunata previsione di Enrico Letta - di cinque giorni fa - sta diventando la condanna della nuova legge elettorale. Domani è il giorno in cui i tre partiti che compongono la maggioranza di governo avrebbero dovuto annunciare l'intesa sul sistema di voto destinato a cancellare il Porcellum (magari per trasformarlo in un Porcellum 2). Invece non c'è nessuna intesa e il «fra poco» di Letta va dilatato di qualche settimana o mese. Nulla infatti può spingere Alfano, Bersani e Casini a chiudere in pochi giorni la pratica della legge elettorale che è rimasta aperta praticamente dal giorno successivo alle elezioni, se non la fretta di andare al voto a fine novembre. Ma Berlusconi non ne ha alcuna intenzione dunque anche se un accordo di massima sui capisaldi della nuova legge ci sarebbe è meglio aspettare. Col tempo ci sarà modo di tornare a dividersi. Leggi tutto

Con i lavoratori Alcoa e Carbosulcis

di Alessandro Serra e Alessandro Corona - 28.08.12La Federazione della Sinistra sarda si schiera a sostegno della lotta dei lavoratori dell’ ALCOA che rischiano, per colpe non loro, di subire i devastanti effetti della crisi del settore industriale della Sardegna. La chiusura dello stabilimento di produzione di alluminio primario di Portovesme metterebbe infatti definitivamente in ginocchio il Sulcis Iglesiente, dove è già drammatica la situzione economico – sociale che i suoi abitanti stanno vivendo ormai da diversi anni.Lanciamo un messaggio di solidarietà a questi lavoratori e a quelli della miniera di carbone della Carbosulcis che da ieri sera hanno occupato le gallerie diNuraxi Figus, a -400 metri di profondità. Siamo inoltre sconcertati dalla notizia che, all’interno della miniera, siano presenti personaggi che possono essere, a ragione, considerati i maggiori responsabili del disastro che colpisce la Sardegna e in particolare il Sulcis. Leggi tutto

Le armi della nuova apartheid

di Manlio Dinucci - 28.08.12«Con enorme tristezza piango con voi la perdita di tanti colleghi»: lo ha dichiarato il 23 agosto, durante il lutto nazionale in Sudafrica, il presidente della Lonmin Plc. I «colleghi» sono i 34 minatori neri in sciopero uccisi dalla polizia a Marikana, dove la Lonmin, società con sede legale a Londra, possiede una grande miniera di platino. I minatori scioperavano non solo per salari più alti, ma contro un insostenibile sistema di sfruttamento. La Lonmin, che giura di agire con «onestà, trasparenza e rispetto», si procura gran parte della manodopera attraverso subcontrattisti in comunità distanti dalla miniera, ricattando i lavoratori e mettendoli gli uni contro gli altri. E anche se il suo codice ufficiale è «danno zero per le persone e l'ambiente», il ricorso al lavoro precario è causa di frequenti incidenti mortali, cui si aggiungono i gravi danni sanitari e ambientali provocati dagli scarichi della miniera. Leggi tutto

Vietato parlare di Mafia in Sicilia

di Checchino Antonini - 28.08.12Vietato parlare di mafia in Sicilia, fare nomi e cognomi, rivelare intrecci tra cosche, affari e politica. Altrimenti ti querelano e a farlo potrebbe essere una giunta comunale preoccupata per la rispettabilità del paese. Come se fosse la denuncia delle infiltrazioni e non le mafie a infangare la qualità della vita. Ad Antonio Mazzeo sta accadendo questo per un'inchiesta sulla cittadina di Falcone, nel messinese, uscita sull'ultimo numero di "I Siciliani/giovani", la rivista erede del giornale di Pippo Fava, diretta da Riccardo Orioles. E la vicenda sembra il sequel dell'anatema del nuovo sindaco di Trapani, pochi mesi fa, che ammonì tutti a non parlare di corda in casa degli impiccati, a non parlare di mafia. Leggi tutto

Noi stiamo con Julian Assange

di Michael Moore e Oliver Stone - 28.08.12Per tutta la nostra carriera di cineasti abbiamo sostenuto la tesi che i mezzi di informazione americani spesso non raccontano ai cittadini le azioni più turpi commesse dal nostro governo. Ecco perché siamo profondamente grati a WikiLeaks per quello che ha fatto e applaudiamo la decisione dell’Ecuador di concedere asilo politico al suo fondatore, Julian Assange, rifugiato in questo momento nella sede diplomatica del Paese sudamericano a Londra. L’Ecuador ha agito in conformità a importanti principi dei diritti umani internazionali. Anzi, la prova più eclatante della giustezza della decisione delle autorità di Quito è la minaccia del governo britannico di violare un principio intoccabile delle relazioni diplomatiche e irrompere nell’ambasciata per arrestare Assange.Leggi tutto

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