lunedì 26 settembre 2011

RSA Le Civette nell’area di S. Salvi: a rischio 60 posti letto e 53 posti di lavoro


L’ ASL 10 dismette la RSA Le Civette nell’area di S. Salvi a rischio 60 posti letto e 53 posti di lavoro. La motivazione addotta a mezzo stampa riporta che si “tratta di una semplice riorganizzazione degli spazi”. Una decisione grave, irresponsabile e di basso profilo socio-sanitario, poiché azzera l’esperienza di  una struttura qualificata che da tempo si occupa di anziani, persone con malattie psichiatriche e Alzheimer. Oltre al danno occupazionale vanno scongiurate le pesanti ricadute legate al ricollocamento degli utenti e le loro famiglie e all’aggravarsi della situazione, già critica, delle liste di attesa. Rifondazione Comunista chiede che tale decisione venga revocata al fine di salvaguardare l’insieme del servizio sanitario fiorentino, il diritto all’assistenza e al lavoro. Le Istituzioni Comune e Provincia di Firenze, Regione Toscana devono contrastare tutte quelle scelte che in nome dei risparmi fanno cassa sui diritti. Domanda di attualità art. 39 del Regolamento del Consiglio Provinciale.

Siamo venuti a conoscenza dai lavoratori della struttura RSA Le Civette nell’area di S. Salvi dell’intenzione, da parte della ASL 10, di chiudere la residenza entro il 31 ottobre 2011.
Una decisione grave, irresponsabile e di basso profilo socio-sanitario, poiché azzera l’esperienza di  una struttura qualificata che da tempo si occupa di anziani, persone con malattie psichiatriche e Alzheimer. 
La RSA ospita attualmente 60 anziani residenziali e 7 in CDA ed occupa 53 lavoratori ( diversi operatori sociosanitari, fisioterapisti, animatori, addetti alle pulizie, alla portineria e al centralino).

Un altro duro colpo inferto dalla ASL 10 al sistema sanitario fiorentino messo a dura prova la scorsa settimana con un'altra vicenda emblematica, quale  la annunciata  chiusura di Poggio Sereno un istituto di cura privato, di 60 posti letto, convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, specializzato nella cura dei disturbi neuropsichiatrici situato a Fiesole.
Ci lavorano 32 lavoratori ( medici, infermieri, ausiliari e amministrativi).
Il fine istituzionale della struttura  ( altamente qualificata e radicata nel territorio)è quello di erogare in regime di ricovero (ordinario e Day-Hospital) ed ambulatoriale, prestazioni specialistiche di diagnosi e cura per patologie neuropsichiatriche e, in solo regime di ricovero, prestazioni mediche internistiche.

Il tentativo di dismettere Poggio Sereno e ora Le Civette fanno nascere il sospetto che dietro ci sia una correlazione, un analogo  disegno che in nome di un ipotetico risparmio e soprattutto di un pericoloso riassetto delle attività tra componenti societarie e lobbistiche riduce la qualità del servizio sanitario, alleggerendolo nelle  prestazioni e tutele laddove i bisogni di salute sono più fragili e liberandosi di un numero imprecisato di lavoratori. Inoltre non dimentichiamoci che nell’area di S. Salvi insite da tempo una pericolosa privatizzazione che cerca di liberarsi di strutture pubbliche.

Sulla dismissione della RSA Le Civette pesa inoltre la modalità con la quale l’ASL 10 ha attivato la procedura dimenticandosi che la residenza era stata oggetto di notevoli investimenti finanziari al fine di adeguarla funzionalmente ai servizi offerti.  Grave è il fatto che chi ha messo in essere questa operazione non abbia valutato gli effetti derivanti dalla cancellazione di 60 posti letto né tanto meno la ricaduta occupazionale.  Infatti la cooperativa Quadrifoglio che ha attualmente l’appalto su tale struttura,ha comunicato ai lavoratori l’impossibilità della totale ricollocazione all’interno di altri servizi. Un vero e proprio dramma sociale poiché i lavoratori si sono trovati dall’oggi al domani senza posto di lavoro e gli ospiti e le loro famiglie a far fronte ad una impossibile e difficile  loro ricollocazione. I commenti tra gli operatori e i familiari segnalano la gravità dei danni che la dismissione crea  “…le persone con malattie psichiatriche conoscono ogni macchia di ogni parete della loro stanza. C'è chi è entrano qui a 18 anni e ci sta da 50. Non è possibile spostarli altrove come se niente fosse: significa gettarli in un baratro di paure…” oppure come quella di un familiare di una paziente affetta da Alzheimer che afferma come “…Ci sono voluti anni per trovare
una struttura adatta a lei, dove volesse stare. Accetta solo questo ambiente o casa nostra, non vuole andare da parenti né altrove…”

C’è infine l’amara considerazione che gli ospiti andassero ad occupare posti in altre RSA, questo aggraverebbe ulteriormente l’attuale situazione già fortemente critica, nell’ASL 10, delle liste di attesa per l’inserimento nelle strutture residenziali sanitarie assistite.
A fronte di questa scelta scellerata operata dalla ASL 10  ci domandiamo cosa intendono dire e fare il Comune e la Provincia di Firenze nonché  la Regione Toscana veri e propri convitati di pietra in queste operazioni di smantellamento del wealfare.

Gli scriventi Consiglieri di Rifondazione Comunista
nel ritenere grave la dismissione   decisa dalla ASL 10 della RSA Le Civette nell’area di S. Salvi che cancella 53 posti di lavoro e 60 posti letto per anziani, persone con malattie psichiatriche e Alzheimer,
nel condividere le proteste espresse dai lavoratori, sindacati e dalle famiglie degli ospiti della RSA ,
nel  ritenersi allarmati dal fatto che a tutt’oggi non sono stati chiariti in nessuna sede  le scelte operate dalla ASL 10 verso la RSA Le Civette se non attraverso una laconica comunicazione attraverso la stampa dove la dismissione viene imputata ad una semplice “riorganizzazione degli spazi” , della dismissione decisa e soprattutto sulle pesanti ricadute in termini di prestazioni sanitarie e occupazionali in un contesto dove permane una situazione critica delle liste d’attesa per l’inserimento in RSA
chiediamo al Presidente della provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire sulla chiusura della  RSA Le Civette. Altresì chiediamo di sapere i motivi per i quali l’ASL 10 dismette anche questa RSA e cosa intende fare l’Amministrazione Provinciale d’intesa con il Comune di Firenze e la Regione Toscana per salvaguardare la tenuta del sistema sanitario,  per scongiurare le pesanti ricadute legate al ricollocamento degli utenti e le loro famiglie e all’aggravarsi della situazione, già critica, delle liste di attesa e tutelare il lavoro e i 53 operatori della struttura. Infine chiediamo di sapere se l’Amministrazione Provinciale per quanto di sua  competenza è stata interessata della vicenda dalle organizzazioni sindacali.


Andrea Calò     Lorenzo Verdi
(Rifondazione Comunista)

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