RSA della Provincia di Firenze, a rischio la tenuta dei servizi e dei livelli occupazionali. Situazione drammatica per gli educatori e i dipendenti delle cooperative sociali. La FP CGIL chiede l’immediata apertura di un tavolo di crisi presso la Provincia di Firenze, al fine di tutelare i numerosi posti di lavoro in pericolo. Per quanto riguarda i diritti dei lavoratori sono stati i primi a svanire: i contratti a tempo determinato non sono stati rinnovati, sono state contratte le ore di servizi delle cooperative che operano nel settore, sono state sospese le ferie e sospeso il premio incentivante riferito al 2011 di 350 euro, che viene disdetto per il 2012. Si sono verificate, in ultimo, irregolarità nelle retribuzioni per alcuni lavoratori del settore. Rifondazione Comunista nell’esprimere la solidarietà ai lavoratori delle RSA, delle cooperative sociali e degli utenti chiede alla Provincia di Firenze di intervenire sostenendo la richiesta sindacale sul tavolo di crisi e difendendo l’intero sistema di protezione sociale a rischio.
Domanda di attualità
Situazione drammatica per gli educatori e
i dipendenti delle cooperative sociali del territorio fiorentino che si
occupano di assistenza domiciliare, aiuto e sostegno alle persone svantaggiate
e alla popolazione anziana.
Il settore è da tempo interessato da tagli ai servizi e alle prestazione, con forti riduzioni
degli orari di lavoro, aumento del ricorso alla cassa integrazione e rischio
diffuso di perdita di posti di lavoro.
Il grido d’allarme viene lanciato dalla
FP CGIL che sottolinea come la riduzione dei fondi stanziati per i servizi
sociali si stia tramutando in un vero e proprio dramma per una categoria,
quella dei lavoratori delle cooperative, da sempre caratterizzata da forte precarietà,
bassi salari, scarse tutele e incertezza sul versante contrattuale;
Se nei mesi scorsi numerose erano state le
manifestazioni di protesta da parte degli educatori e le educatrici
dell’assistenza scolastica delle Cooperative Di Vittorio e L’Agorà, per le
inaccettabili condizioni di lavoro e
per l’incertezza derivante dal mancato rinnovo dell’appalto da parte del
Comune di Firenze, ora a protestare sono gli operatori dell’assistenza
domiciliare e delle residenze assistite.
Tra i dipendenti del Consorzio Zenit sono già
80 quelli in riduzione di orario di lavoro con cassa integrazione in deroga.
Drammatico lo scenario delle residenze: tra
quelle i rischi di chiusura e le
riduzioni di utenza rischiano di avere conseguenze pesantissime in
termini di occupazione, tanto che per il sindacato i licenziamenti dei
lavoratori sembrano ormai essere alle porte.
Le
criticità maggiori vengono registrate per le RSA della
Zona Nord Ovest fiorentina (Villa I Pitti, Villa La Ledanice, Villa
Michelangelo e Villa Gisella) o come per la RSA La Meridiana, Delfino
Residenze e Il Giglio, per le quali
il sindacato dichiara di avere sottoscritto accordi per l’attivazione
della Cassa Integrazione in deroga.
Lo scorso 19 gennaio, era stato attivato un tavolo istituzionale con la
ASL 10 e la Società della Salute Nord Ovest che, purtroppo, non ha ad oggi
raggiunto l’obiettivo di garantire la tenuta dei servizi e in conseguenza il
mantenimento dei livelli occupazionali.
A rendere poco chiara la situazione generale
sono anche le vertenze in corso
tra Comune e alcune RSA riguardo alle quote sociali da versare con tanto di
ingiunzioni di pagamento inviate agli uffici di Palazzo Vecchio e ricorsi in
merito
Una questione controversa, sicuramente frutto
degli effetti della crisi generale in corso, ma che non può essere fatta
ricadere sulla pelle dei lavoratori.
Sullo sfondo rimane la questione dei tagli al
sociale che stanno di fatto mettendo a rischio l’occupazione e i salari di
migliaia di lavoratori del settore.
Da qui parte la richiesta della FP
CGIL la quale richiede l’immediata
apertura di un tavolo di crisi presso la Provincia di Firenze, al solo fine di
tutelare i numerosi posti di lavoro in pericolo.
Per quanto riguarda i diritti dei lavoratori sono stati i primi a svanire:
i contratti a tempo determinato non sono stati rinnovati, sono state contratte
le ore di servizi delle cooperative che operano nel settore, sono state sospese
le ferie e sospeso il premio incentivante riferito al 2011 di 350 euro, che
viene disdetto per il 2012. Si sono verificate, in ultimo, irregolarità nelle
retribuzioni per alcuni lavoratori del settore.
Il mondo del lavoro cambia, si trasformano i servizi, trovando costi
inferiori. I lavoratori subiscono,
insieme agli utenti, il disagio di vedersi togliere gli uni l’unica fonte di
reddito, gli altri la dignità di vivere gli ultimi anni della loro vita in modo
decoroso.
I parenti degli utenti si trovano a dover gestire situazioni ingestibili senza ausili sociali. Insomma, in tutto
questo caos dove ognuno pensa per sé, crediamo sia dignitoso, serio e onesto tutelare i più deboli.
Ciò premesso gli scriventi consiglieri
provinciali di Rifondazione
Comunista nell’esprimere solidarietà ai lavoratori delle cooperative sociali e delle RSA nel ribadire:
la loro netta contrarietà a quelle scelte e a
quegli indirizzi volti a risanare i bilancio pubblici e a ridurre le spese facendo
pagare il prezzo alla coesione sociale e al welfare;
che il lavoro sociale è un lavoro fondamentale in quanto attinente ai
diritti e alla qualità della vita dei cittadini bisognosi e quindi alla qualità
stessa dell’intera società;
le condizioni di lavoro dei dipendenti delle cooperative sociali sono
caratterizzate da fortissima precarietà, situazioni usuranti, (dovendo
affrontare problematiche, spesso tragiche, inerenti la vita delle persone,
soggetti deboli, marginalizzati), turni, tempi e ritmi spesso insostenibili,
retribuzioni insufficienti;
Chiedono al Presidente della provincia di Firenze e all’Assessore
competente di riferire su quanto sta avvenendo nelle RSA della provincia in
merito a seguito dei tagli effettuati in merito alla tenuta dei servizi e alla questione occupazionale delle
cooperative sociali. Appreso che la FP CGIL ha richiesto l’immediata apertura di un
tavolo di crisi presso la Provincia di Firenze al fine di tutelare i numerosi
posti di lavoro in pericolo chiede cosa la Giunta Provinciale è intenzionata a
fare per tutelare il sistema di protezione sociale, il diritto al lavoro e alla
salute. Infine chiediamo di sapere
se la Provincia di Firenze è intenzionata a farsi promotrice, unitamente ai
Comuni del proprio territorio e
alla Regione Toscana di un tavolo per verificare la tenuta del welfare
fiorentino, primo fra tutti i diritti delle persone, alla salute e al lavoro.
Andrea Calò Lorenzo Verdi
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